Vannacci: «La violenza è di sinistra», accuse dopo gli scontri di Bologna
Il leader di Futuro Nazionale commenta la guerriglia a Bologna, cita Genova e Carlo Giuliani e chiede reazioni politiche sui social.
Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha attribuito la responsabilità degli scontri a Bologna alla sinistra in un post pubblicato sui social, dopo gli incidenti avvenuti ieri sera davanti alla Prefettura durante un presidio. Nella sua comunicazione Vannacci ha chiamato in causa figure politiche nazionali e ha pubblicato un fotomontaggio che contrappone immagini di satira a immagini di violenza.
Il post e le accuse
Nel messaggio, Vannacci definisce la guerriglia "violenza vera e fatta dalla sinistra" e chiede che esponenti come Giuseppe Conte reagiscano, che Laura Boldrini chieda le dimissioni del sindaco Matteo Lepore e che Elly Schlein espella dall'area di sinistra l'assessore Lorenzo Pacini. Il leader di Futuro Nazionale pubblica inoltre un fotomontaggio con la propria immagine (da un video in cui si presenta vestito da imperatore romano, etichettata come «SATIRA irreale e fatta dall'AI») accostata a fotografie degli scontri, etichettate come «VIOLENZA vera e fatta dalla sinistra».
Vannacci cita anche altri episodi, ricordando la manifestazione di Genova di pochi giorni prima, in cui — secondo il suo commento — migliaia di persone in piazza per Carlo Giuliani avrebbero imbrattato la città. Nel post il riferimento a Giuliani compare con la frase «quello che tirava estintori ai carabinieri», usata per collegare i due casi agli ambienti di sinistra.
Secondo i resoconti pubblici citati accanto al post, gli scontri avvenuti a Bologna si sono svolti davanti alla Prefettura durante un presidio per "Fakir": sono state segnalate bombe carta contro le forze di polizia e l'impiego di idranti e lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine.
Nel suo intervento Vannacci richiama anche dichiarazioni di altri appartenenti alla sinistra, come il professore Christian Raimo — citato nel post — e si riferisce a un presunto invito alla rivolta e all'uso delle armi attribuito all'assessore Pacini. Sulle minacce di morte rivolte a Vannacci lo stesso leader ha replicato pubblicamente: «Menefrego!».
Le affermazioni di Vannacci si inseriscono in un clima di forte polarizzazione politica e di tensione mediatico-sociale. Questo articolo riporta le dichiarazioni e i fatti segnalati nel post e nelle cronache senza avvalorare giudizi politici; le accuse rivolte dai singoli protagonisti non risultano verificate indipendentemente in questa sede.
La vicenda aggiunge un ulteriore capitolo alle contestazioni e alle manifestazioni che nelle ultime settimane hanno registrato episodi di scontro urbano in più città, riaccendendo il dibattito su responsabilità politiche, ordine pubblico e limiti della protesta.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 21 luglio 2026