A Reggio Emilia si oppongono al nuovo Conad: 15° giorno di presidio per salvare il bosco Ospizio
Presidio permanente, esposto in Procura e boicottaggi a Bologna: la mobilitazione chiede lo stop ai lavori per tutelare 45.000 m² di verde.
La protesta per salvare il bosco Ospizio, un'area di circa 45.000 metri quadrati a un chilometro dal centro di Reggio Emilia, è entrata nel suo quindicesimo giorno con un presidio permanente che ha visto partecipare cittadini di tutte le età e attivisti arrivati anche da altre città emiliane. Al centro della mobilitazione c'è l'opposizione alla costruzione di un nuovo supermercato Conad, il 62° della stessa catena nella provincia, e di relativi parcheggi e strutture di servizio; il caso ha ormai raggiunto una risonanza nazionale.
Il sit-in e la giornata del 17 agosto
Alle prime luci del mattino del 17 agosto, sul marciapiede di via Emilia Ospizio, circa 300 persone — secondo la stima dell'Assemblea Bosco Ospizio — si sono radunate per impedire l'arrivo delle ruspe. I manifestanti erano armati di dolci, thermos di caffè e bandiere: automobilisti e mezzi pubblici che transitavano hanno spesso salutato il presidio suonando il clacson. Nonostante l'attesa e la tensione, le ruspe non sono arrivate e i lavori sono al momento rimandati, anche se l'assemblea avverte che la mobilitazione continua.
L'esposto in Procura e la richiesta di sospensione
Sul fronte giudiziario, un nuovo esposto è stato depositato in Procura da Paola Soragni (avvocata ed ex candidata sindaco con Movimento per Reggio Emilia) e da Alessandro Fontanesi (Comunisti reggiani). I firmatari chiedono accertamenti immediati sulla regolarità e sull'attualità della valutazione ambientale, sollevando dubbi sull'impatto sul traffico e sulla tutela della salute pubblica e dell'aria. Nell'esposto si chiede inoltre che possano essere adottati provvedimenti cautelari e che il sindaco Marco Massari, in via di autotutela, disponga la sospensione dei lavori in attesa delle verifiche della Procura.
Le critiche politiche al progetto
Dal fronte politico locale, il consigliere comunale Giovanni Tarquini (Lista civica per Reggio Emilia) e Matteo Marchesini (associazione Reggio Civica) attaccano la giunta: poter realizzare un supermercato 'di vicinato' dotato di 691 posti auto gratuiti e di una rotonda sulla via Emilia, a loro avviso, contraddice le dichiarazioni dell'amministrazione sulla riduzione del traffico e sulla green mobility. I civici denunciano inoltre un presunto danno alle storiche attività del centro storico, soffocate dalle limitazioni al transito e alla sosta che non si applicherebbero alle grandi strutture commerciali.
La mobilitazione si allarga a Bologna: volantini e boicottaggio
La protesta di Reggio Emilia ha trovato sostegno anche a Bologna: i comitati ambientalisti bolognesi Com.Bo hanno organizzato presidi davanti ad alcuni punti vendita Conad — tra cui il Pilastro, via Pirandello e via Larga — distribuendo volantini e esponendo striscioni per informare i clienti sulla presunta speculazione immobiliare e per promuovere il boicottaggio del colosso della grande distribuzione. Gli attivisti sottolineano l'urgenza della crisi climatica e la contraddizione tra le politiche di depavimentazione e la decisione di radere un bosco urbano rinaturalizzato.
La vicenda continua a evolversi su più livelli: presidio cittadino, azione legale e mobilitazioni di solidarietà in altre città. Le prossime settimane saranno decisive per capire se, oltre al rinvio registrato finora, si concretizzeranno sospensioni formali dei lavori o nuovi sviluppi giudiziari che possano cambiare il corso del progetto.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 18 agosto 2026