Bologna commemora il 2 agosto: Schlein parla di "infame attentato neofascista", familiari denunciano il revisionismo
Tra corteo e cerimonia a Bologna, appelli per verità, desecretazione degli archivi e accuse contro chi tenta di riscrivere la storia.
Bologna ha ricordato oggi il 2 agosto 1980 con una giornata di commemorazioni in cui è stata riaffermata la richiesta di verità sulla strage che costò la vita a 85 persone e ne ferì oltre 200. Sul palco e nel corteo la segretaria del Pd Elly Schlein ha definito l'episodio «un infame attentato neofascista», mentre i familiari delle vittime hanno denunciato «continui tentativi di revisionismo».
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, aprendo la cerimonia nel cortile di Palazzo D'Accursio, ha ricordato l'importanza della giornata per la città: «Per noi è la più importante giornata nella storia della nostra città». Lepore ha sottolineato che, nonostante le intenzioni degli autori dell'attentato, la democrazia italiana è uscita rafforzata e ha chiesto un applauso per le forze dell'ordine presenti.
Corteo e presenze istituzionali
Al corteo hanno partecipato numerosi amministratori locali e familiari, tra cui la famiglia di Abderrahim Fakir, la nipote Yossra e la sorella, e la sindaca di Genova Silvia Salis in fascia tricolore. Al corteo erano presenti anche il presidente della Regione Michele de Pascale e il sottosegretario agli Interni Nicola Molteni. Il sindaco Lepore ha sfilato sotto scorta dopo aver ricevuto minacce online.
Schlein, intervenuta nel cortile di Palazzo D'Accursio, ha ribadito l'impegno del suo partito a fianco dell'Associazione dei familiari delle vittime per ottenere la piena verità e impedire che si tenti di riscrivere la storia. Ha richiamato l'importanza delle sentenze che hanno accertato la natura neofascista della strage e ha chiesto che quelle pronunce siano pubblicate e studiate a fondo.
Dal palco di piazza Medaglie d'oro il presidente dell'associazione dei familiari, Paolo Lambertini, ha sollecitato la desecretazione di tutti i documenti relativi allo stragismo, a Gladio e alla P2, e ha denunciato la scomparsa di archivi, in particolare quelli del ministero dei Trasporti, fondamentale per le indagini sugli attentati degli anni '80. Ha annunciato l'istituzione di una commissione di indagine amministrativa per chiarire il «buco enorme» nella documentazione di quei periodi.
Lambertini ha inoltre richiamato l'attenzione sui «continui tentativi di revisionismo e di disinformazione». Ha citato come esempio le recenti iniziative a sostegno di Gilberto Cavallini — dallo sciopero della fame alla maratona oratoria — definite dall'associazione come tentativi di normalizzare figure considerate responsabili di stragismo e di minimizzare la portata eversiva dei reati commessi.
I familiari hanno chiesto che si garantisca piena attuazione della legge sulle vittime e che si continui la ricerca della verità attraverso atti concreti: pubblicazione delle sentenze, accesso agli archivi e trasparenza nelle indagini. La richiesta è accompagnata dall'esortazione a istituzioni e magistratura perché mantengano lo stesso rigore mostrato negli accertamenti giudiziari.
La giornata, a 46 anni dalla strage, ha avuto il carattere di una mobilitazione civile che unisce il lutto al richiamo alla memoria storica e alle responsabilità dello Stato: corteo, interventi pubblici e il palco in piazza Medaglie d'oro hanno ribadito la necessità di non lasciare spazio al revisionismo e di portare fino in fondo le indagini sulle complicità e i mandanti indicati dalle sentenze.
Fact Check
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Verificato il: 02 agosto 2026