Caso Lavitola-Ranucci: sgomento del conduttore, oggi il parere del comitato etico Rai
Lavitola confessa di essere il mandante dell’attentato-fake; Ranucci smentisce il paragone con Falcone e Borsellino e attende la decisione della Rai.
Valter Lavitola ha ammesso davanti al Gip di essere lui il presunto mandante dell'attentato-fake contro Sigfrido Ranucci, rivelazione che ha provocato sconforto e tensione istituzionale. Oggi è atteso il rapporto conclusivo del comitato etico Rai che verrà consegnato all'amministratore delegato Giampaolo Rossi: da quel documento dipende la decisione su una possibile sospensione di Ranucci per presunta violazione degli obblighi aziendali.
Il legale di Ranucci, Roberto De Vita, ha reso pubblica la prima reazione ufficiale e parla di «sgomento» rispetto alle confessioni di Lavitola, mettendo in dubbio il movente fornito dall'imprenditore. L'avvocato ricorda che il conduttore ha una scorta ininterrotta dal 2021, confermata dalle autorità per la gravità delle minacce ricevute; questa circostanza, secondo la difesa, ridimensionerebbe l'ipotesi che l'attentato fosse stato orchestrato per ottenere un incremento degli agenti di protezione.
Il parere del comitato etico e il futuro a Viale Mazzini
Il comitato etico Rai ha lavorato nelle ultime ore per valutare se il comportamento pubblico di Ranucci abbia effettivamente violato gli obblighi aziendali. Il suo parere, atteso oggi, sarà un elemento formale che l'amministratore delegato userà per decidere sulla possibile sospensione del conduttore e sulla sua sostituzione a Report. La questione, oltre agli aspetti disciplinari, assume rilievo politico per il servizio pubblico e per la gestione dell'immagine dell'azienda.
Il post su Falcone e Borsellino e la polemica politica
Al centro della polemica c'è anche un post pubblicato dal conduttore con la foto di Falcone e Borsellino e una riflessione che evoca il filo storico fra Aldo Moro, Piersanti Mattarella e i magistrati assassinati: «La storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza». Il post è stato interpretato dal centrodestra come un «paragone inaccettabile» e ha scatenato attacchi duri, a partire dal vicepremier Matteo Salvini che ha chiesto la sospensione della collaborazione di Ranucci con la Rai. Fratelli d'Italia e alcuni esponenti della Commissione Antimafia hanno parlato di un atteggiamento «fuoriluogo» e di una possibile offesa ai martiri della lotta alla mafia.
Ranucci ha respinto le accuse: ha dichiarato di non essersi paragonato a nessuno e di aver pubblicato solo «un pezzo del libro» che sta scrivendo, bollando le critiche come una strumentalizzazione politica. Dal suo entourage si parla di quella che viene definita la «più grande character assassination della storia del giornalismo»; lo stesso conduttore ha negato ogni volontà di entrare in politica.
Il caso resta aperto sul piano giudiziario e su quello editoriale: Report è previsto tornare in onda l'8 novembre e la redazione, secondo fonti interne, sta continuando a lavorare alla programmazione. Ranucci inoltre conserva documentazione e circa 300 articoli pubblicati contro di lui, che potrebbero essere utilizzati nelle contese future con chi lo accusa. Nel frattempo, la decisione della Rai sull'eventuale sospensione rimane la variabile decisiva per il destino professionale del conduttore.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 13 agosto 2026