Ceuta: i servizi segreti segnalano un "concreto rischio" di terrorismo legato ai flussi migratori
Un dossier degli 007 parla di possibile radicalizzazione e reclutamento jihadista a Ceuta; il governo italiano rafforza la linea sui controlli.
Il governo italiano ha basato parte della sua linea dura sulla questione di Ceuta su un rapporto dei servizi segreti che avverte di un «concreto rischio» che l'exclave spagnola diventi un centro di radicalizzazione e reclutamento jihadista. Il dossier, citato dal Corriere della Sera e proveniente anche da informazioni condivise dagli 007 spagnoli, mette in luce il pericolo immediato sul fronte della sicurezza.
La valutazione dell'intelligence ha influito sulla decisione dell'esecutivo di non riaprire subito le regole di Schengen, nonostante le pressioni di Madrid, e sulla scelta di mantenere misure di controllo delle frontiere. In questa fase il governo sottolinea la necessità di prioritizzare la prevenzione e la protezione dei confini.
Dettagli del dossier
Nel rapporto si ricorda la storia dell'area, con particolare riferimento a Fnideq (Castillejos), località a pochi chilometri da Ceuta che è già stata teatro di operazioni antiterrorismo congiunte tra Spagna e Marocco. Gli 007 segnalano la presenza, nell'area, di diverse decine di persone originarie del territorio che in passato sono partite per Siria e Iraq e che potrebbero costituire un nucleo vulnerabile alla radicalizzazione.
Il dossier, spiega il Corriere, integra anche informazioni scambiate con i colleghi spagnoli, e indica che la potenziale trasformazione di Ceuta in un punto di reclutamento non è solo teorica ma supportata da elementi di attività pregressa e di rete sul territorio.
Monitoraggio digitale e sospetto di una "regia"
Gli 007 italiani stanno monitorando una serie di contatti che circolano su gruppi Facebook, chat WhatsApp e account TikTok: messaggi che sembrano organizzare spostamenti e fornire dritte logistiche su possibili partenze verso Ceuta. Inizialmente era stata indicata la data del 15 agosto come potenziale ondata di arrivi, ma gli intelligence report attestano che alcune comunicazioni segnalano un'anticipazione dei piani.
Secondo il report, i numeri di telefono usati dagli utenti coinvolti nelle comunicazioni provengono da Stati Uniti, Egitto, Algeria, Tunisia, Libia e Senegal. I servizi descrivono gli utilizzatori come persone con interessi investigativi, di intelligence, giornalistici, accademici o personali, e ritengono possibile l'esistenza di una vera e propria "regia" di mobilitazione, sebbene al momento questa non sia formalmente attribuibile.
L'intelligence sottolinea la necessità di continuare il monitoraggio incrociato e la cooperazione internazionale tra Italia, Spagna e Paesi nordafricani per tracciare origine e meccanismi di queste campagne di mobilitazione. Le autorità mantengono alto il livello di attenzione su possibili nuovi arrivi e sulla loro eventuale strumentalizzazione da parte di reti estremiste.
L'allerta avrà ricadute immediate sulle misure operative in frontiera e sulle attività di prevenzione antiterrorismo: le istituzioni sono orientate a combinare controlli mirati, scambi informativi con partner esteri e attività di polizia giudiziaria per mitigare il rischio segnalato dal dossier.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 09 agosto 2026