Ponte sullo Stretto di Messina, CSLP chiarisce: nessuna prescrizione sui cavi principali
Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici smentisce l'esistenza di un problema irrisolto di fatica ai cavi e definisce il percorso di approfondimenti richiesti.
Nei giorni scorsi la pagina social Ponte sullo Stretto di Messina ha rilanciato il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP), annunciando che la tesi di un "problema irrisolto di fatica dei cavi principali" è stata smentita. L'affermazione ha riacceso il dibattito pubblico sullo stato di progettazione e sui controlli richiesti per una delle opere infrastrutturali più discusse del Paese.
Esame tecnico e prescrizioni del CSLP
Il CSLP ha esaminato nel dettaglio il sistema di sospensione, valutando i cavi principali, le selle, i deviatori, i collari, gli attacchi dei pendini, le tensioni secondarie e i fenomeni di fretting e sensibilità alla fatica. Secondo il parere, questi aspetti erano già stati affrontati nel Progetto Definitivo e le conclusioni dei progettisti non vengono contestate dal Consiglio.
Dal documento emerge un punto chiave: non esiste alcuna prescrizione che imponga una prova di fatica dell'intero cavo principale o del sistema cavo-sella in scala reale come condizione per dimostrarne la fattibilità. Questa assenza è il motivo per cui il CSLP respinge l'idea che manchi una prova ciclica gigantesca e obbligatoria per i cavi.
Il Consiglio richiede invece approfondimenti mirati sulla distribuzione delle tensioni tra i fili, sui fenomeni locali, sull'interazione con il vento e sul monitoraggio. Tali approfondimenti devono essere condotti tramite modelli avanzati, dati sperimentali e il confronto con l'esperienza maturata sulle grandi opere esistenti, metodologia che i progettisti avevano già indicato.
Il CSLP specifica inoltre che, quando ritiene necessarie vere prove di fatica, lo scrive e le prescrive: nel parere sono infatti richieste prove per alcuni dettagli dell'impalcato ortotropo, per elementi di carpenteria metallica e per il sistema ERS/Corkelast, con esplicito richiamo alle specifiche tecniche (per esempio la CGC.F.05.03). Una prescrizione equivalente per i cavi principali non compare nel parere.
Parte della confusione sul tema nasce dalla differenza tra tipologie di prova. Quando il CSLP parla di prove sul cavo principale si riferisce in alcuni casi a prove aerodinamiche in galleria del vento, finalizzate a studiare fenomeni di instabilità e a definire misure mitigative. Questo non equivale a una prova meccanica ciclica di fatica del sistema cavo-sella in scala reale, come talvolta è stata descritta nel dibattito pubblico.
I riferimenti normativi citati, come il fib Bulletin 89 e il PTI DC45.1, sono indicati come utili per procedure sperimentali su sistemi cavo-ancoraggio o altri componenti, ma il CSLP precisa che non si tratta di una prescrizione cogente che imponga una gigantesca prova ciclica del cavo. La linea indicata è quindi quella della validazione dei modelli mediante sperimentazione mirata e della valutazione probabilistica dell'affidabilità.
Il parere del CSLP conferma la metodologia proposta dai progettisti e mette in chiaro quali siano le aree che richiedono ulteriori studi sperimentali e di modellazione. Per il pubblico e per gli interlocutori tecnici resta però centrale la necessità di trasparenza sui risultati delle prove, di un piano di monitoraggio continuo e del confronto con l'esperienza internazionale, elementi che determineranno la credibilità del progetto nelle fasi successive.