Delrio attacca la sospensione di Schengen: «Scelta dettata dalla propaganda, danno all'Europa»
L'ex ministro Delrio definisce la sospensione dei controlli una reazione emotiva che colpisce il cuore dell'Unione e chiede strategie comuni per l'immigrazione.
L'ex ministro e presidente del comitato parlamentare di controllo sull'accordo di Schengen, Graziano Delrio, ha criticato duramente la decisione del governo italiano di sospendere l'accordo di Schengen dopo la crisi migratoria di Ceuta, definendola una scelta dettata dalla «propaganda» e potenzialmente dannosa per l'integrazione europea. L'accusa è stata espressa in un'intervista rilasciata a Repubblica e rilanciata dall'Agenzia Dire.
Delrio ha sostenuto che la misura di ripristinare i controlli ai confini interni con la Spagna non trova giustificazioni tecniche e costituisce una reazione sproporzionata: «La crisi di Ceuta doveva diventare semmai l’occasione per un salto di qualità della politica europea, non per alimentare nuove divisioni tra gli Stati. Sospendere Schengen non è fare un decretino, colpisce il cuore dell’Europa, per questo sono preoccupato».
Sull'attribuzione di responsabilità, Delrio ha precisato che le ragioni del governo italiano «sono davvero difficili da comprendere» e le ha imputate più all'emotività e alla propaganda che a valutazioni tecniche, sottolineando che il giudizio sarebbe lo stesso a prescindere dall'appartenenza politica dell'esecutivo. «Non ne faccio una questione di destra o di sinistra», ha detto.
Contesto e reazioni
Secondo Delrio, la reazione della Spagna — che ha minacciato ritorsioni e lanciato un ultimatum — è comprensibile ma resta «un fallo di reazione». Ha ricordato come Schengen sia il simbolo delle libertà europee e abbia un valore politico e pratico che va difeso. Al contempo, Delrio ha indicato le misure che ritiene efficaci: combattere i trafficanti di esseri umani, promuovere partenariati con i Paesi di origine, creare canali regolari di ingresso e percorsi di integrazione, e riformare la legge italiana sull'immigrazione, ritenendo che la Bossi-Fini abbia fallito su più fronti.
Delrio ha infine puntualizzato un elemento tecnico spesso frainteso: Ceuta non fa parte dello spazio Schengen, e dunque «non c’era e non c’è nessun pericolo che dall’exclave si esca e si viaggi liberamente nel territorio europeo». Ha definito il paragone con la Slovenia «totalmente improprio», richiamando l'attenzione sulle implicazioni legali e politiche di una misura che incide sulle libertà di circolazione e sul rapporto tra Stati membri.
L'intervento di Delrio apre un confronto politico e istituzionale su come gestire la crisi migratoria e bilanciare la necessità di sicurezza con la tutela delle libertà fondamentali e della coesione europea. Le sue parole pongono l'accento sulla necessità di risposte comuni e tecnicamente fondate, piuttosto che di decisioni impulsive che possano aggravare le divisioni tra Paesi dell'Unione.
Fact Check
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Verificato il: 08 agosto 2026