Esplosione a Colleferro: deposito munizioni devastato, indagini tra incidente e ipotesi di «attacco ibrido»

Un boato e un cratere di 10 m: l'esplosione alla KNDS Ammo apre un'inchiesta per disastro colposo e solleva sospetti su un possibile coinvolgimento internazionale.

A cura di Redazione Redazione
17 agosto 2026 12:32
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Esplosione a Colleferro: deposito munizioni devastato, indagini tra incidente e ipotesi di «attacco ibrido» -
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Il 13 agosto un'imponente esplosione ha distrutto una parte del reparto di pressatura delle polveri dello stabilimento KNDS Ammo Italy a Quarto chilometro, tra Colleferro e Artena, provocando un cratere di circa 10 metri di diametro e oltre 1,5 metri di profondità. Non si registrano vittime tra i lavoratori, ma l'onda d'urto si è propagata a chilometri di distanza; sul posto sono intervenute 10 squadre dei vigili del fuoco e un elicottero per domare le fiamme.

Indagine, analogie e reazioni politiche

Sulle macerie è stata aperta un'inchiesta per disastro colposo nei confronti di ignoti: indagano i carabinieri del comando provinciale di Roma con il supporto dei Ris, che hanno eseguito sopralluoghi nel reparto saltato in aria. Il procuratore capo di Velletri, Carlo Villani, secondo quanto riportato da testate nazionali, sta coordinando l'attività istruttoria tenendo in considerazione il quadro internazionale, lasciando dunque aperta la ricerca di cause dolose oltre a quelle accidentali.

Gli investigatori stanno valutando possibili analogie con l'esplosione del deposito Emco a Beliča (Bulgaria), avvenuta pochi giorni prima e collegata alla produzione di munizioni destinate, secondo ricostruzioni, anche all'esercito ucraino. La KNDS Ammo a Colleferro produce munizioni di medio e grosso calibro e rifornisce le Forze armate italiane e altri Paesi; per questo l'ipotesi di contatti o metodologie simili tra i due episodi è stata posta al centro degli accertamenti.

Nei giorni successivi all'incidente è emersa inoltre una forte attività sui social: numerosi profili automatizzati attribuiti a una rete di bot russi hanno celebrato l'esplosione, comportamento che ha alimentato il sospetto di una possibile operazione di disinformazione o di auto-celebrazione da parte di attori esterni. Fonti giudiziarie e investigative, per ora, mantengono la massima cautela e sottolineano che al momento non esistono accertamenti conclusivi sull'origine dolosa dell'evento.

Sulla vicenda è intervenuto il leader di Azione, Carlo Calenda, che ha chiesto che il Governo riferisca in Parlamento alla ripresa dei lavori: secondo Calenda, un'eventuale conferma di un «attacco ibrido russo» configurerebbe un episodio di gravità senza precedenti sul suolo italiano e richiederebbe piena chiarezza da parte delle istituzioni. Le televisioni di Mosca, rileva il leader, avrebbero dato ampio risalto all'accaduto, elemento che contribuisce ad accendere il dibattito politico.

Al momento gli elementi certi restano i danni materiali, le attività investigative in corso e la verifica di eventuali collegamenti internazionali. Le autorità competenti sono al lavoro per ricostruire la dinamica, individuare eventuali responsabilità e chiarire se si sia trattato di un incidente industriale, di una negligenza determinante o di un'azione deliberata. La portata dell'evento e la possibile intersezione con questioni di sicurezza nazionale rendono la vicenda un tema prioritario per le prossime ore e per la ripresa dell'attività parlamentare.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 17 agosto 2026

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