M5S in aula con striscioni e una 'cassaforte': «Fuori le chat» sulle conversazioni di Delmastro
Alla Camera i deputati M5S mostrano una cassaforte e un cd per chiedere la piena accessibilità alle chat al centro dell'inchiesta su Delmastro.
ROMA — I deputati del Movimento 5 Stelle hanno esposto due striscioni e hanno portato in aula una cassaforte, aprendo lo sportello e mostrando un cd, al termine dell'intervento del capogruppo Riccardo Ricciardi. Il coro del gruppo è stato chiaro: «Fuori le chat», richiesta di trasparenza sulle conversazioni finite al centro dell'attenzione pubblica.
Nel gesto simbolico erano visibili gli striscioni con la scritta «Fuori le chat! Aprite la cassaforte!», un richiamo diretto alla decisione della Giunta delle Autorizzazioni che ha disposto di mettere sottochiave il file contenente le chat. I parlamentari del M5S hanno voluto denunciare così quella che definiscono una chiusura che ostacola la verifica completa dei fatti.
Contesto e sviluppi precedenti
La protesta del M5S rimanda alla vicenda giudiziaria che vede coinvolto l'ex deputato Delmastro: il gruppo chiede che tutte le informazioni utili emergano per sostenere l'attività della magistratura impegnata nelle indagini sul cosiddetto clan Senese. La decisione della Giunta di custodire il file è stata contestata dai pentastellati come un ostacolo alla trasparenza richiesta da settimane.
La protesta in aula segue altri momenti di tensione istituzionale: la richiesta di accesso alle chat di Delmastro era stata negata in altre sedi e, secondo quanto riportato, ci sono stati scontri nella Giunta Autorizzazioni e tensioni anche in Senato, con il M5S che in precedenza aveva occupato i banchi del governo durante le proteste.
Da parte dei deputati M5S non sono mancati gli appelli pubblici per aprire il file affinché emergano elementi utili all'inchiesta, e la performance simbolica con la cassaforte e il cd voleva sottolineare, in chiave visiva, la richiesta di accesso immediato ai materiali. Non sono state allegate dichiarazioni formali da altri gruppi parlamentari nella ricostruzione diffusa dall'agenzia.
L'episodio alimenta il dibattito politico e istituzionale sulla gestione dei dati e sulla tempistica con cui atti e conversazioni appartenenti a indagini parlamentari possono essere messi a disposizione della magistratura e del pubblico. Il richiamo del M5S è centrato sulla presunta necessità di rendere note informazioni che, a loro avviso, potrebbero chiarire elementi rilevanti dell'inchiesta.
Al momento non risultano decisioni immediate della presidenza della Camera né interventi ufficiali che modifichino la custodia del file deciso dalla Giunta; la vicenda resta quindi aperta e destinata a sviluppi nelle prossime ore e nei prossimi giorni, con possibili conseguenze sia sul piano procedurale che su quello politico.
Fact Check
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Verificato il: 03 agosto 2026