Meloni e Frederiksen lanciano l'asse anti-immigrazione: hub per i rimpatri «fuori dall'Europa»
Le due leader pubblicano un messaggio congiunto: «No all'immigrazione incontrollata», aumento delle espulsioni e centri di rimpatrio in Paesi terzi.
ROMA, 10 agosto — Giorgia Meloni e Mette Frederiksen hanno reso pubblico un messaggio congiunto, rilanciato sui social, in cui rivendicano la necessità di porre un freno all'«immigrazione incontrollata» e propongono centri di rimpatrio in Paesi terzi e un aumento delle espulsioni. Il documento è stato pubblicato questa mattina e puntella una posizione comune su sicurezza, legalità e «difesa dei nostri valori».
Le due premier sottolineano di essere «le uniche due donne a capo di un governo nell'Ue» e affermano di provenire da «posizioni politiche molto diverse», ma di essere unite nel voler «difendere l'Europa, i suoi cittadini e il nostro modo di vivere». Nel testo le leader ribadiscono il principio che chi sceglie di vivere in Europa deve rispettare leggi e valori europei.
Nel messaggio le due capo di governo sostengono che l'immigrazione illegale produce «impatti negativi» sulle società europee — citano aumento della criminalità, pressione sui servizi pubblici ed erosione della fiducia dei cittadini — e chiedono risposte concrete per la sicurezza delle comunità. Il testo riporta affermazioni nette sui rischi associati a migranti privi di diritto di soggiorno che commettono reati, senza tuttavia allegare nel comunicato dati statistici a supporto delle singole affermazioni.
Sul piano operativo, Meloni e Frederiksen rivendicano di aver già inciso «sugli equilibri nell'applicazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo nei confronti di cittadini stranieri che commettono reati gravi» e propongono ora di aumentare le espulsioni e realizzare centri di rimpatrio al di fuori dell'Europa. Le due leader affermano di «stare lavorando con impegno» a tali soluzioni, che richiederanno accordi bilaterali e passaggi normativi a livello Ue e internazionale.
Contesto e possibili ricadute
Il messaggio arriva in un clima di tensione diplomatica e politica: secondo la nota il documento è anche una risposta indiretta alle prese di posizione tedesche sui «dublinanti» e alla crisi con la Spagna dopo gli eventi di Ceuta. Fonti politiche ricordano che la Germania, con Friedrich Merz, aveva annunciato la possibile riattivazione dei trasferimenti verso l'Italia, mentre Madrid e Roma vivono rapporti tesi sui respingimenti e le responsabilità di frontiera. Dublino, la Cedu e l'assetto normativo europeo sull'asilo sono destinati a finire al centro del dibattito.
L'appello di Meloni e Frederiksen unisce un richiamo alla tutela del «patrimonio culturale cristiano dell'Europa» e l'invito a evitare che chi arriva «imponga modelli di vita che non condividiamo». Sul fronte politico, questa posizione rafforza il profilo sovranista e di controllo migratorio dei rispettivi esecutivi, ma aprirà inevitabilmente questioni legali, diplomatiche e operative: la creazione di centri esterni richiede intese con Paesi terzi, risorse e la verifica della compatibilità con obblighi di diritto internazionale e dei diritti umani.
Osservatori ed esperti di diritto internazionale ricordano che misure che incidono su espulsioni e trasferimenti internazionali dovranno confrontarsi con Corte europea dei diritti dell'uomo e prassi Ue, mentre sul piano politico la proposta potrebbe innescare un nuovo confronto tra Stati membri su responsabilità, solidarietà e procedure d'asilo. Il messaggio congiunto di Meloni e Frederiksen segna comunque un'accelerazione nel discorso politico europeo sulla migración, con possibile impatto sulle trattative in vista del prossimo ciclo legislativo Ue.
La nota è stata diffusa dall'ufficio della Presidenza del Consiglio italiano e rilanciata dall'Agenzia Dire; nelle prossime ore sono attese reazioni ufficiali da altri governi e da istituzioni Ue, oltre a valutazioni di organizzazioni per i diritti umani e associazioni che si occupano di migrazione. Questioni pratiche, giuridiche e diplomatiche restano aperte e centrali nel dibattito pubblico.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 10 agosto 2026