Petizioni, esposti e shitstorm: il caso della “scimmietta” di Rita De Crescenzo tra accertamenti e polemiche
Dopo i video con un cucciolo di primate in Egitto il deputato Borrelli ha presentato un esposto: decine di migliaia di firme e l'intervento di ENPA.
Il deputato Francesco Emilio Borrelli ha presentato un esposto alle autorità italiane dopo la pubblicazione di video della influencer Rita De Crescenzo che mostrano un cucciolo di primate vestito e alimentato con il biberon durante una vacanza a Sharm el-Sheikh. Nell'esposto si chiede l'apertura di accertamenti urgenti sulla provenienza dell'animale, sulla legittimità della detenzione e sulla possibile violazione della normativa nazionale, internazionale e egiziana.
L'esposto: cosa chiede
L'atto depositato alla Procura della Repubblica di Napoli, al ministero dell'Ambiente, al comando carabinieri per la Tutela della Biodiversità (Servizio CITES) e all'Ambasciata d'Italia al Cairo, solleva una serie di punti che le autorità sono chiamate a verificare:
- identificazione e specie del primate;
- verifica della sua provenienza (nato in cattività o sottratto all'habitat naturale);
- esistenza di certificati e autorizzazioni richiesti dalla Convenzione CITES e dalla normativa egiziana;
- eventuale attività di vendita e soggetti coinvolti nell'acquisto;
- valutazione delle condizioni di detenzione e ipotesi di provvedimenti a tutela dell'animale (sequestro e affidamento a strutture specializzate).
L'esposto, come chiarito dallo stesso parlamentare, non intende formulare accuse preventive ma chiede verifiche puntuali considerando l'apparente giovanissima età dell'esemplare e le modalità con cui è stato mostrato online.
Reazioni pubbliche e mobilitazioni
La vicenda ha scatenato una vera e propria ondata di proteste online: una petizione su Change.org chiede la sospensione degli account della tiktoker e ha raccolto decine di migliaia di firme in pochi giorni (la cronaca riporta cifre tra 13.000 e oltre 30.000 firme). Tra le motivazioni degli aderenti emergono il timore di emulazione, la preoccupazione per il commercio illegale di specie esotiche e la tutela del benessere animale.
Anche ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), tramite la sua presidente Giusy D'Angelo, ha annunciato l'attivazione dei legali per valutare iniziative in merito, definendo l'episodio come occasione per verificare possibili violazioni e proteggere l'esemplare.
La pubblicazione dei video ha poi scatenato una shitstorm sui profili dell'influencer: commenti critici, richiami alla normativa a tutela degli animali e insulti, con un impatto reputazionale immediato per la creator.
La versione di Rita De Crescenzo
L'influencer ha risposto pubblicando video di replica nei quali ammette di aver sbagliato a prendere l'animale ma nega comportamenti di maltrattamento: "L'avrei trattata meglio di una figlia", dice, aggiungendo di aver provato a curarla, vaccinata e nutrita. In un altro filmato aveva però dichiarato con fermezza che "la scimmietta resta con me, nessuno me la leva".
In seguito De Crescenzo ha sostenuto di essere alla ricerca in Egitto di un luogo dove l'animale possa vivere più liberamente, e ha spiegato di non aver visto la madre della scimmietta e di trovarsi sola con la sua famiglia nel Paese, motivando così la sua difficoltà a "restituire" l'animale.
Prospettive legali e possibili sviluppi
Se gli accertamenti dovessero riscontrare assenza di autorizzazioni, provenienza illecita o condizioni di detenzione incompatibili, le autorità competenti sono chiamate ad adottare provvedimenti, che possono includere il sequestro dell'esemplare e il suo affidamento a strutture specializzate. La vicenda coinvolge normative internazionali come la Convenzione CITES e profili di diritto penale e amministrativo relativi al commercio e alla tutela della fauna selvatica.
Al momento non risultano provvedimenti giudiziari definitivi: le verifiche avviate a seguito dell'esposto e le segnalazioni pubbliche determineranno i passi successivi. Nel frattempo la discussione pubblica rimane accesa, tra richieste di responsabilità digitale e di maggiore controllo sul commercio internazionale di specie esotiche.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 13 agosto 2026