Ponte sullo Stretto: il Consiglio Superiore approva il progetto e apre la strada alla progettazione esecutiva

Via libera unanime del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: il dossier passa a CIPESS e Corte dei Conti, cronoprogramma verso il 2026-2027.

07 agosto 2026 08:43
Ponte sullo Stretto: il Consiglio Superiore approva il progetto e apre la strada alla progettazione esecutiva - Credit Foto Ponte sullo Stretto di Messina
Credit Foto Ponte sullo Stretto di Messina
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La notizia è stata rilanciata ieri dalla pagina social Ponte sullo Stretto di Messina: una "giornata fondamentale" per l'iter dell'opera dopo che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha ufficialmente approvato il progetto. Secondo la comunicazione, la validazione riguarda le soluzioni ingegneristiche elaborate da un team internazionale — con professionisti italiani, danesi, statunitensi e giapponesi — e la decisione sarebbe stata presa con voto unanime, accompagnando il via libera alla progettazione esecutiva.

Questo parziale trionfo tecnico arriva dopo una serie di adempimenti richiesti nei mesi scorsi: la nuova delibera IROP sollecitata dalla Corte dei Conti e il pronunciamento dell'Unione Europea, che ha confermato la validità dell'appalto originario. L'UE ha richiamato la normativa secondo cui una gara va ripetuta solo se il progetto subisce modifiche sostanziali; nel caso del Ponte, si sostiene che le variazioni siano state limitate ad ottimizzazioni e non abbiano cambiato le caratteristiche fondamentali dell'opera.

Sotto il profilo economico, il dossier riconosce che i costi sono oggi superiori rispetto alle stime di vent'anni fa, un fenomeno descritto come fisiologico per l'aumento dei prezzi. L'Autorità di regolazione dei trasporti ha espresso parere favorevole e un'analisi costi-benefici aggiornata, citata dalla fonte, conclude che nel lungo periodo i benefici economici, sociali e logistici supererebbero il costo dell'investimento, definendo il ponte "un investimento sensatissimo".

Iter, tempistiche e prossimi passaggi

La documentazione verrà ora raccolta nella nuova delibera CIPESS, che sarà trasmessa alla Corte dei Conti a settembre; la Corte avrà poi un mese per pronunciarsi. Se il cronoprogramma verrà rispettato, i primi cantieri potrebbero aprire entro la fine del 2026 per le opere propedeutiche — allestimento dei campi base, viabilità di cantiere, interventi di sistemazione idrogeologica, rifacimento delle reti idriche e fognarie, bonifica bellica e altre lavorazioni preliminari — mentre la costruzione del ponte vero e proprio sarebbe prevista a partire dal 2027, con un obiettivo di completamento tra il 2033 e il 2034.

L'annuncio descrive una sequenza di fasi: dopo le opere iniziali seguiranno le opere accessorie, compensative e di riqualificazione nelle due regioni, mentre proseguirà la redazione del progetto esecutivo già corredato da una relazione tecnica ultra-dettagliata. Tuttavia, la fonte stessa sottolinea che questi passaggi sono condizionati al rispetto dei tempi procedurali e a eventuali ulteriori pronunciamenti tecnici e amministrativi.

Sul fronte della mobilità, la realizzazione del ponte è presentata come in grado di ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza: Roma-Messina in 4 ore, Roma-Catania in meno di 5 e Roma-Palermo in 6 ore. Secondo la comunicazione, il collegamento stabile contribuirebbe a migliorare la competitività delle imprese, a ridurre il costo dell'insularità della Sicilia — stimato in 7 miliardi di euro l'anno — e a integrare la rete ferroviaria e stradale con gli investimenti già programmati per il Mezzogiorno.

Tra le opere complementari citate figurano investimenti superiori ai 50 miliardi di euro per la linea ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, la nuova linea Messina-Catania-Palermo, l'ammodernamento della Strada Statale 106 Jonica, l'Autostrada del Mediterraneo, la Ragusa-Catania e numerosi altri progetti ferroviari e stradali. L'idea ripetuta nella comunicazione è quella di integrare queste infrastrutture in un unico sistema di mobilità per migliorare efficienza, connettività e sostenibilità.

Nonostante l'entusiasmo espresso dalla fonte, il passaggio del Consiglio rappresenta un punto importante ma non conclusivo: l'iter è stato soggetto a rallentamenti — viene citato un periodo di 12 mesi di stop — e il completamento del progetto resta subordinato a ulteriori atti amministrativi e all'assenza di impedimenti tecnici, economici o giudiziari. Il dossier stesso definisce l'auspicio che questo sia l'"ultimo passaggio burocratico" prima dell'avvio dei lavori, sottolineando al contempo che in altri Paesi procedure simili possono essere più rapide.

Il Ponte sullo Stretto torna così al centro del dibattito pubblico dopo decenni di discussioni: la comunicazione ufficiale promette aggiornamenti e invita a seguire gli sviluppi dei prossimi passaggi dell'iter. Resta aperta la domanda su come si concilieranno tempi, costi e impatti territoriali quando il progetto entrerà nelle fasi esecutive e di realizzazione, aspetti che richiederanno ulteriori verifiche e trasparenza nelle fasi amministrative successive.

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