Ponte sullo Stretto: la pagina social ufficiale risponde sui cavi, diametri e margini di sicurezza

Il post chiarisce diametro, numero di trefoli, resistenza dell'acciaio e confronti con Akashi e Çanakkale.

28 agosto 2026 12:03
Ponte sullo Stretto: la pagina social ufficiale risponde sui cavi, diametri e margini di sicurezza - Credit foto Ponte sullo Stretto di Messina
Credit foto Ponte sullo Stretto di Messina
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La pagina social Ponte sullo Stretto di Messina ha pubblicato un post per fare chiarezza su alcune critiche tecniche al progetto del ponte. Nel messaggio la pagina definisce "fandonie" alcune obiezioni ricorrenti, come l'idea che i cavi non reggano o che una campata di 3 km sia "non fattibile con le tecnologie odierne".

Secondo il post, il progetto prevede quattro cavi del diametro di 1,26 metri ciascuno, composti da 349 trefoli PPWS da 127 fili, per un totale di 44.000 fili d’acciaio per cavo. Il documento sottolinea che questi valori sono «coerenti» con quelli impiegati nei maggiori ponti sospesi del mondo e non rappresentano una soluzione sperimentale.

Il post propone un confronto tecnico: l'Akashi (campata circa 2.000 m) utilizza cavi da 1,1 m di diametro e un numero inferiore di fili, mentre il progetto di Messina aumenta sia la lunghezza della campata sia la capacità del sistema di sospensione. Il confronto con Çanakkale evidenzia valori simili di resistenza dell’acciaio.

I valori citati indicano una resistenza a rottura dell'acciaio pari a 1.960 MPa per Messina e Çanakkale, contro i 1.770 MPa dell'Akashi. Sui margini di sicurezza il post segnala che Akashi adottò un coefficiente globale di 2,2, mentre Çanakkale e il progetto di Messina utilizzano il metodo agli stati limite: 2,2 allo SLS (Stato Limite di Servizio) e 1,8 all’ULS (Stato Limite Ultimo). Sempre secondo la comunicazione, le tensioni di esercizio si collocano intorno al 45% della resistenza nominale a rottura, definendo un margine di sicurezza molto ampio.

Il post sottolinea che la grandezza significativa non è solo la lunghezza della campata, ma il rapporto tra la forza agente nei cavi, la quantità di acciaio disponibile e la resistenza del materiale. Nei grandi ponti sospesi, una quota rilevante della trazione deriva dal peso proprio della struttura, cioè da un carico permanente noto e prevedibile, che permette un dimensionamento non spinto ai limiti del materiale.

Sulla tecnologia, viene riportato che i cavi impiegano il sistema PPWS (parallel wire strand), già adottato in altri grandi ponti sospesi: non si tratterebbe quindi di una soluzione sperimentale. Per la durabilità sono elencate misure consolidate: fili zincati, protezioni esterne, deumidificazione interna dei cavi, monitoraggio continuo e manutenzione programmata.

Il post punta a rassicurare sul fatto che le scelte progettuali si collocano in pratiche ingegneristiche consolidate, ma il chiarimento non cancella la necessità di trasparenza e di verifiche tecniche indipendenti. In un'opera di grande impatto come un ponte di 3 km, restano rilevanti le domande su controlli, ispezioni periodiche e la capacità delle istituzioni di garantire che i margini di sicurezza siano effettivamente mantenuti nel tempo.

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