Rebibbia, inaugurata un’aula informatica per la formazione in cyber security dei detenuti

Una sala con 15 postazioni donata dalla Cyber Security Foundation avvia un percorso di 200 ore per certificazione internazionale e reinserimento.

A cura di Redazione Redazione
05 agosto 2026 13:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Rebibbia, inaugurata un’aula informatica per la formazione in cyber security dei detenuti -
Condividi

Questa mattina nella casa circondariale di Roma Rebibbia è stata apposta la targa dell'aula didattica interamente donata dalla Cyber Security Foundation, destinata alla formazione digitale delle persone detenute. Alla cerimonia hanno partecipato la direttrice dell'istituto, Maria Donata Iannantuono, e Marco Gabriele Proietti, presidente e fondatore della fondazione.

Dettagli del progetto

L'aula è dotata di quindici postazioni informatiche, ciascuna completa di notebook, e di altri dispositivi tra cui tre condizionatori e materiale didattico fornito dalla fondazione. Il percorso formativo, promosso nell'ambito del Progetto Carceri in collaborazione con il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e la Camera Penale di Roma, prevede complessivamente 200 ore dedicate a competenze digitali, sicurezza informatica e uso consapevole delle tecnologie.

Il progetto è già entrato nella fase operativa: sono state svolte le prime tre sessioni di lezione, durante le quali i partecipanti hanno iniziato ad approfondire i principi fondamentali della cyber security e gli strumenti per riconoscere i rischi della vita digitale. Al termine del percorso sarà possibile conseguire una certificazione internazionale in cyber security, spendibile sul mercato del lavoro e funzionale al futuro reinserimento professionale.

Sulla targa è incisa la frase di Nelson Mandela: “L'educazione è l'arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”, scelta come richiamo al valore della conoscenza quale strumento di crescita e autonomia. Marco Gabriele Proietti ha dichiarato che mettere competenze a disposizione della collettività è un dovere civile e che formare alla sicurezza digitale significa rendere le persone più consapevoli e libere; nel contesto carcerario questo assume un significato ulteriore per favorire opportunità concrete e ridurre il rischio di recidiva.

L'apposizione della targa segna una nuova tappa di un'iniziativa già operativa, in cui la formazione digitale diventa parte integrante del percorso rieducativo e uno strumento per ridurre le distanze tra carcere, società e mondo del lavoro. L'iniziativa rappresenta un esempio pratico di collaborazione tra istituzioni e terzo settore per promuovere strumenti professionali finalizzati al reinserimento.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 05 agosto 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Gazzetta Social