Amianto: Tribunale di Roma condanna il Ministero della Difesa, risarcimento di oltre 860mila euro; la Difesa impugna
Il Tribunale di Roma riconosce la responsabilità del Ministero per il mesotelioma di un sottufficiale della Marina; la sentenza è stata impugnata.
Il Tribunale di Roma ha accertato la responsabilità del Ministero della Difesa per la morte di un ex sottufficiale della Marina e ha disposto un risarcimento complessivo di oltre 860mila euro in favore della moglie e dei due figli. La sentenza è stata impugnata dal Ministero, come reso noto in una nota.
La vittima, identificata nelle carte come C.C., era originaria di Napoli e aveva svolto per quasi diciannove anni servizio nella Marina Militare con il grado di sottufficiale e mansioni da elettricista. Dopo aver vissuto in provincia di Caserta la famiglia si era poi trasferita a Valmontone (Rm).
Secondo la ricostruzione giudiziaria, durante la lunga carriera militare C.C. ha operato a bordo di diverse unità navali e presso strutture della Marina, tra cui Mariscuole e Marispedal, dove sarebbe entrato ripetutamente in contatto con polveri e fibre di amianto. Il Tribunale rileva un’esposizione protratta nel tempo e osserva che non è stata fornita prova dell’adozione di misure adeguate per proteggere il militare dal rischio.
La malattia si è manifestata molti anni dopo l’esposizione: nei primi mesi del 2015 comparvero i primi sintomi e il 6 marzo 2015 fu diagnosticato un mesotelioma pleurico maligno. È seguito un percorso di cure durato oltre cinque anni fino alla morte nell’ottobre del 2020.
Già in vita a C.C. era stato riconosciuto, nel 2018, lo status di vittima del dovere. Dopo il decesso la moglie e i figli hanno chiesto il risarcimento dei danni conseguenti alla perdita del congiunto; il Tribunale ha accolto la domanda e ha riconosciuto alla vedova anche il danno economico per il venir meno del contributo familiare che il marito avrebbe continuato ad assicurare.
"Dietro questa sentenza non ci sono soltanto cifre, ma la storia di una famiglia che ha perso un marito e un padre dopo cinque anni segnati dalla malattia e dalle cure", dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. "La decisione del Tribunale mette in luce anche un aspetto troppo spesso dimenticato: quando una persona si ammala e poi muore, alla sofferenza si aggiungono conseguenze economiche concrete per chi resta, che in questo caso il giudice ha espressamente considerato".
La notifica dell'impugnazione da parte del Ministero della Difesa apre la fase successiva del contenzioso: la sentenza di primo grado dovrà ora essere esaminata dagli organi di appello competenti. La vicenda mantiene alta l'attenzione sul tema della responsabilità delle istituzioni nella tutela della salute dei propri lavoratori.
Questa decisione del Tribunale riafferma il peso delle contestazioni giudiziarie legate all'amianto nelle strutture militari e sottolinea le ricadute sia giuridiche sia sociali ed economiche per le famiglie coinvolte.
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Verificato il: 11 settembre 2026