Attanasio: la vedova Zakia Seddiki non si oppone alla richiesta di archiviazione
Seddiki rinuncia a opporsi alla richiesta di archiviazione della Procura di Roma: le indagini italiane non hanno fornito prove utili.
Roma — Zakia Seddiki, vedova dell'ambasciatore Luca Attanasio, ha annunciato di non presentare opposizione alla richiesta di archiviazione depositata dalla Procura della Repubblica di Roma nel procedimento volto a individuare i responsabili dell'omicidio avvenuto il 22 febbraio 2021 nella Repubblica democratica del Congo. La decisione segue le risultanze investigative comunicate dagli inquirenti italiani.
Le ragioni della decisione
Secondo la nota diffusa dalla famiglia, le indagini italiane non hanno consentito di acquisire elementi di prova ritenuti idonei a confermare, secondo gli standard probatori del nostro ordinamento, la responsabilità di coloro che erano stati condannati dall'autorità giudiziaria della Repubblica democratica del Congo per l'omicidio di Attanasio. Anche le diverse ipotesi alternative, sollevate in alcuni articoli giornalistici e verificate dagli inquirenti, non avrebbero trovato alcun riscontro negli approfondimenti investigativi.
Le parole della vedova
Seddiki ha spiegato che, insieme al proprio legale, ha deciso di non opporsi alla richiesta di archiviazione e di non chiedere lo svolgimento di ulteriori indagini. "Lo strazio per la perdita di Luca è irrimediabile e mi accompagnerà tutta la vita", si legge nella comunicazione; la vedova ha sottolineato il dolore per il fatto che le sue figlie crescano senza il loro padre e ha espresso la sua gratitudine al pubblico ministero e agli inquirenti italiani per gli sforzi compiuti negli anni.
La nota si chiude con un richiamo al servizio che Attanasio stava rendendo allo Stato: "Luca è caduto mentre serviva le istituzioni del proprio Paese e la magistratura, che è parte di quelle istituzioni, ha fatto tutto quanto era in suo potere per accertare ciò che è accaduto quel tragico 22 febbraio 2021". Queste parole sono state riportate dalla famiglia come attestazione del lavoro svolto dagli organi giudiziari.
Proceduralmente, la richiesta di archiviazione è stata depositata di recente dalla Procura di Roma nell'ambito del procedimento volto a individuare i responsabili dell'omicidio; la scelta della vedova di non opporsi segna, per ora, la volontà di non proseguire sulla strada di ulteriori accertamenti in Italia.
Resta aperta la questione delle condanne pronunciate in Repubblica democratica del Congo, ma la comunicazione della famiglia precisa che, alla luce degli accertamenti investigativi effettuati dalla magistratura italiana, una prosecuzione dell'azione istruttoria sarebbe stata considerata inutile e non avrebbe lenito il dolore della famiglia.
Fact Check
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Verificato il: 05 settembre 2026