Bologna, Confesercenti: «È morta la città notturna», cala la frequentazione dopo mezzanotte

Il presidente Zucchini denuncia un «coprifuoco» notturno: meno studenti e turisti, meno locali aperti. Comune: il tram e il mercato decideranno il futuro.

A cura di Redazione Redazione
23 settembre 2026 16:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Bologna, Confesercenti: «È morta la città notturna», cala la frequentazione dopo mezzanotte -
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A Bologna, «è morta la città notturna»: questo il verdetto di Massimo Zucchini, presidente di Confesercenti e oste storicamente attivo sotto le Due Torri, pronunciato oggi in una conferenza stampa in Comune. Secondo Zucchini la vita notturna dopo mezzanotte si è drasticamente ridotta e molti locali risultano chiusi, trasformando le ore tarde in una sorta di coprifuoco effettivo.

Secondo l'osservatore, la trasformazione è iniziata con la pandemia e si è consolidata negli anni successivi: ci sono meno studenti, i turisti non frequentano la notte e i residenti hanno una vita serale più «casalinga». Zucchini segnala inoltre che le iniziative giovanili sono in media «meno legate al centro storico», con una conseguente diminuzione della presenza notturna nel cuore della città.

La riduzione della frequentazione serale, aggiunge Zucchini, ha anche un impatto sulla percezione di sicurezza: «se calano coloro che utilizzavano la città per divertimento, aumenta la sensazione di insicurezza tra chi è in città per altri motivi». Pur facendo una eccezione per il sabato sera, il presidente di Confesercenti sottolinea che l'impatto notturno complessivo è diventato pesante per il commercio e la socialità urbana.

Reazioni dell'amministrazione

Il sindaco Matteo Lepore commenta la situazione ricordando che alcune aree, in particolare la zona di via Riva Reno, sono in trasformazione grazie ai lavori del tram. «Bisogna aspettare che questo arrivi», afferma Lepore, spiegando che il modello commerciale dell'area non dovrà essere per forza quello della movida e che si dovrà lasciare tempo al quartiere per scegliere la propria vocazione. Il primo cittadino evidenzia inoltre interventi culturali e sportivi volti a rivitalizzare il quadrante, come l'apertura del Museo del basket e la revisione degli orari del PalaDozza.

L'assessora al Commercio, Luisa Guidone, puntualizza che in via Riva Reno «le vetrine chiuse non sono tante» e che l'area presenta una forte presenza di attività gestite da famiglie che vivono nel quartiere: una dimensione di prossimità che l'amministrazione intende salvaguardare. Guidone sottolinea inoltre come alcuni esercenti scelgano di non aprire la sera per motivi familiari o di conciliazione lavoro-vita privata.

Le dichiarazioni congiunte segnano due direttrici operative: da un lato la diagnosi di una flessione della vita notturna dovuta a fattori socio-demografici e post-pandemici; dall'altro la volontà dell'amministrazione di attendere l'esito delle opere pubbliche — in primis il tram — e del mercato prima di incentivare aperture serali diffuse. Non emergono nel comunicato dati numerici o indagini quantitative recenti: le affermazioni sono presentate come osservazioni di attori locali e rappresentanti istituzionali.

Fonte: Agenzia Dire. Tutte le dichiarazioni riportate provengono dagli interventi pubblici di Confesercenti e dell'amministrazione comunale durante la conferenza stampa in Comune.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 23 settembre 2026

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