Camera: tribuna stampa interdetta agli staff per evitare 'spie' durante il voto segreto sulla legge elettorale
Per bloccare riprese dall'alto di presunti 'franchi tiratori', la Camera vieta l'accesso alla tribuna centrale dello staff e impone un codice di autoregolamentazione.
La Camera dei deputati ha disposto che il personale degli staff parlamentari non potrà accedere alla tribuna centrale riservata ai giornalisti durante le sedute d'Aula, per prevenire riprese dall'alto finalizzate a individuare presunti "franchi tiratori" nelle votazioni a scrutinio segreto sulla legge elettorale, in particolare in vista dell'ultima votazione sul cosiddetto "Stabilicum". La misura, adottata d'intesa con l'Associazione stampa parlamentare, è stata segnalata all'agenzia DIRE come risposta alle tensioni già emerse in Aula.
La decisione prevede inoltre che, qualora qualche membro dello staff richieda di prendere postazione nelle tribune laterali destinate agli operatori, dovrà sottoscrivere un Codice di autoregolamentazione. Il provvedimento mira a limitare la possibilità di riprese non autorizzate e a tutelare la riservatezza delle operazioni di voto, ritenute particolarmente sensibili durante i passaggi decisivi della riforma.
Dettagli del 'Codice di autoregolamentazione'
- Divieto di diffondere fotografie o riprese atte a rilevare comunicazioni telefoniche, telematiche o epistolari di deputati e membri del Governo presenti in Aula.
- Divieto di diffondere immagini non essenziali per l'esercizio del diritto di cronaca relative all'attualità o allo svolgimento dei lavori d'Aula.
- Divieto di utilizzare tecniche di rielaborazione delle riprese che possano ledere la dignità o la riservatezza dei deputati e dei membri del Governo presenti in Aula.
Il codice è modellato su norme analoghe già previste per gli operatori audiovisivi e introduce obblighi specifici che il personale dovrà accettare con firma prima di ottenere accessi temporanei. Nel testo, inoltre, è accentuato l'obbligo di non effettuare riprese improprie che possano essere utilizzate per identificare comportamenti di voto.
La stretta si colloca dopo un episodio verificatosi il 16 luglio, quando durante il voto finale a scrutinio segreto in prima lettura sulla riforma furono segnalati alla presidenza alcuni dipendenti di Fratelli d'Italia che, posizionati sopra i banchi di Forza Italia e Lega, avrebbero fotografato con il cellulare parlamentari sospettati di tradimento mentre inserivano la mano nella 'buchetta' della pulsantiera. Quella segnalazione aveva fatto scattare l'allarme nel partito della premier Giorgia Meloni e aveva portato la Camera ad avviare un'indagine interna, conclusasi con la decisione di non concedere accessi alla tribuna stampa agli staff dei gruppi.
Secondo quanto riferito dalla DIRE, la misura è stata giudicata necessaria per salvaguardare la regolarità del procedimento parlamentare e la riservatezza del voto in un contesto di forte fibrillazione politica, specie dopo la bocciatura a voto segreto dell'emendamento di FdI sulle preferenze. Resta il nodo operativo di come verranno controllati gli accessi alle tribune laterali e l'efficacia delle sanzioni previste in caso di violazione del codice firmato.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 29 settembre 2026