Carburanti: pompe bianche sul piede di guerra, Figisc valuta esposto all'Antitrust; taxi e tir avvertono 'non basta'

Eni e IP introdurranno un price cap retail: distributori indipendenti minacciano ricorso, taxi e autotrasportatori chiedono incontro urgente al Governo.

A cura di Redazione Redazione
28 settembre 2026 11:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Carburanti: pompe bianche sul piede di guerra, Figisc valuta esposto all'Antitrust; taxi e tir avvertono 'non basta' -
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ROMA — A distanza di poche ore dall'annuncio del price cap sui carburanti da parte di Eni e IP, la reazione del settore è netta: i gestori delle cosiddette 'pompe bianche' e le associazioni di categoria hanno parlato di svantaggio competitivo e ipotizzato ricorso all'Antitrust, mentre taxi e autotrasportatori definiscono la misura insufficiente e chiedono un incontro urgente con il Governo.

Il sindacato dei distributori Figisc, legato a Confcommercio, ha convocato il consiglio nazionale per valutare l'impatto dell'iniziativa e definire una linea comune con Faib e Fegica. Bruno Bearzi, presidente Figisc, ha sottolineato come la misura rischi di tradursi in una forma di concorrenza sleale: gran parte della rete, circa il 50%, acquista carburanti in convenzione e non dispone dei margini per praticare prezzi ribassati, con conseguente perdita di vendite per i gestori indipendenti.

Secondo Figisc, l'operazione è praticabile solo per le società petrolifere integrate verticalmente, che controllano l'intera filiera dall'estrazione alla distribuzione: questa differenza strutturale, spiega Bearzi, potrebbe configurare un abuso di posizione dominante e giustificare un esposto all'Autorità garante della concorrenza.

Reazioni dei taxi e degli autotrasportatori

Le organizzazioni dei taxi — Unica Taxi, Filt Cgil e Uiltrasporti — hanno già richiesto un incontro al ministero dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, avvertendo che il tetto al prezzo per la distribuzione retail non risolve il problema dell'aumento dei costi sopportati dagli operatori. Le sigle hanno chiarito che, se non verranno prese misure aggiuntive, non escludono forme di protesta fino al fermo del servizio.

Per il trasporto merci la criticità è diversa ma altrettanto grave: il price cap annunciato riguarda il canale retail e non l'ingrosso, dove si riforniscono molti autotrasportatori. Assotir ha già minacciato di fermare l'attività se il Governo non convocherà le associazioni per affrontare l'emergenza del caro-gasolio; la presidente Anna Vita Manigrassola ha fatto notare che senza gasolio i camion non si accendono, con ricadute sulla catena produttiva nazionale.

Sul fronte politico e istituzionale resta adesso da vedere se il Governo risponderà alle sollecitazioni delle sigle e se l'Antitrust deciderà di aprire verifiche su eventuali profili di distorsione concorrenziale. Nel breve periodo, fonti di settore segnalano il rischio di ripercussioni a macchia d'olio sui consumi e sulla logistica, mentre il dialogo tra imprese, associazioni e istituzioni appare destinato a farsi urgente.

Le prossime ore saranno decisive: il consiglio Figisc si riunisce per concordare eventuali azioni unite, le sigle del trasporto attendono una convocazione ministeriale e l'Autorità garante potrebbe essere chiamata a valutare se l'iniziativa delle compagnie costituisce o meno un abuso di posizione dominante.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 28 settembre 2026

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