Commissione del Senato approva l’emendamento del centrodestra: fino a tre preferenze in un listino di sette
La Commissione Affari costituzionali vota l'emendamento che reintroduce preferenze limitate, con alternanza di genere e capolista escluso.
La Commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato a maggioranza l'emendamento unitario del centrodestra che introduce un sistema di preferenze nel testo della legge elettorale. Secondo la norma approvata, un elettore potrà indicare fino a tre candidati come preferenze per una singola lista in un listino di sette candidati, con esclusione del capolista e con obbligo di alternanza di genere.
Il testo
Il testo approvato stabilisce che ogni elettore dispone di un voto su una scheda recante il contrassegno della lista e i nomi dei candidati. È previsto che l'elettore possa esprimere fino a tre preferenze per candidati nel collegio plurinominale della lista votata, esclusi i capolista. Le preferenze si esprimono tracciando un segno nel quadrato accanto al nome; nel caso di più preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda e della terza preferenza. Il numero dei candidati per lista è fissato a sette, con collocazione a pena di inammissibilità secondo un ordine di alternanza di genere.
La norma è firmata da Lisei (FdI), Pirovano (Lega), Rosso (FI), Gelmini (Nm) e De Poli (Udc) ed è stata ripresentata al Senato dopo che alla Camera era stata bocciata a voto segreto.
La senatrice M5S Alessandra Maiorino ha definito l'iniziativa una «forzatura» della maggioranza, sostenendo che le preferenze introdotte siano soltanto un «pasticcio» che non restituisce ai cittadini un reale potere di scelta sugli eletti. Maiorino ha ricordato che la versione simile era stata respinta dalla Camera con voto segreto dal medesimo centrodestra, e ha contestato la decisione della commissione di precludere il voto su molti emendamenti dell'opposizione.
Tra le proposte dell'opposizione non votate in commissione figurano l'abolizione del cosiddetto listone per il premio di maggioranza, l'introduzione di misure più stringenti per la parità di genere e la cancellazione dell'indicazione del candidato premier, definita da Maiorino come tentativo di un premierato mascherato.
Sul piano procedurale, l'approvazione in commissione rappresenta un passaggio parlamentare ma non l'ultimo: il testo dovrà ora seguire l'iter previsto per l'esame in Aula al Senato e, se modificato, tornare eventualmente alla Camera. L'esito politico potrebbe influenzare la scelta degli eletti e il rapporto tra liste e votanti, aprendo un confronto sulle modalità reali di rappresentanza e sul grado di effettiva scelta che verrà riconosciuto agli elettori.
La decisione tiene acceso il dibattito pubblico sulla legge elettorale, con la maggioranza che rivendica un equilibrio tra capilista bloccati e preferenze limitate e l'opposizione che denuncia una soluzione insufficiente per restituire trasparenza e responsabilità nella selezione dei parlamentari.
Fact Check
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Verificato il: 03 settembre 2026