Conte: «Stiamo rotolando nella guerra, con le armi abbiamo dato». Chiede svolta negoziale per l'Ucraina
Il leader M5S avverte dell'escalation e accusa l'assenza di un negoziato chiesto a Draghi: «Ora serve una svolta negoziale».
ROMA — Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha lanciato un ammonimento netto sull'evoluzione del conflitto in Ucraina, affermando che l'Italia "sta rotolando nella guerra" e che "con le armi abbiamo dato". Le dichiarazioni sono state rilasciate durante la trasmissione televisiva L'aria che tira e ribadiscono la richiesta del M5S di avviare un percorso negoziale parallelo all'aiuto militare.
Secondo Conte, che ha ricordato di aver guidato il governo in due mandati, la situazione è peggiorata rispetto all'inizio del conflitto: "dopo quattro anni stiamo in un'escalation militare che diventa senza limiti e confini". Ha sottolineato come oggi si combatta "non solo sul fronte di guerra, ma anche in campo aperto, nei centri abitati, nelle capitali" e ha citato Mosca e Kiev come esempi della diffusione delle ostilità.
Il leader del M5S ha affermato che la decisione iniziale, assunta quando a Palazzo Chigi era Mario Draghi, di inviare armi all'Ucraina era stata presa per evitare un'asimmetria nel conflitto. Tuttavia, Conte ha aggiunto che il Movimento aveva chiesto contestualmente l'attivazione di un negoziato di pace, richiesta che — a suo dire — non sarebbe stata perseguita dall'ex premier: "Non lo vuole fare. Con le armi abbiamo dato. Adesso serve una svolta negoziale".
Conte ha inoltre escluso che la sua posizione significhi un abbandono dell'Ucraina: "Non c'è la questione che stiamo abbandonando l'Ucraina. Vogliamo aiutare gli ucraini in modo diverso, più operativo, indirizzando a soluzione pacifica quel conflitto". L'enfasi è posta su un cambio di strategia: dalla fornitura esclusiva di armamenti a un impegno diplomatico per negoziare una soluzione.
Contesto
Le osservazioni del leader M5S si inseriscono in un dibattito politico più ampio sul ruolo dell'Italia e dell'Europa nell'assistenza all'Ucraina, che si è focalizzato fin dall'inizio sulla fornitura di aiuti militari per difendere «libertà, democrazia e valori occidentali», come ricordato dallo stesso Conte. Il riferimento temporale — "quattro anni" — colloca il commento nella prospettiva di un conflitto prolungato, mentre la richiesta di un negoziato evidenzia una frattura sul modo in cui misurare il supporto internazionale: difesa militare versus soluzioni diplomatiche.
Le affermazioni provengono dall'Agenzia Dire e per ora non risultano repliche ufficiali dal Governo o da esponenti delle forze politiche citate nella trasmissione. La posizione di Conte potrebbe sollevare ulteriori domande sul coordinamento interno alle scelte di politica estera e sulle modalità con cui l'Italia intende bilanciare aiuto militare e pressione diplomatica nelle prossime fasi del conflitto.
Fact Check
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Verificato il: 30 settembre 2026