Ddl antisemitismo: il Pd esce dall'aula in Commissione dopo l'appello di Liliana Segre

Il Partito democratico evita il voto in Commissione come «segno di rispetto»; Avs e M5s contrari, Italia Viva favorevole. Il testo in Aula il 2 ottobre.

A cura di Redazione Redazione
30 settembre 2026 13:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Ddl antisemitismo: il Pd esce dall'aula in Commissione dopo l'appello di Liliana Segre -
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Roma. Il Partito Democratico ha deciso di non partecipare al voto sul ddl antisemitismo in Commissione Affari costituzionali: i deputati dem usciranno dall'aula al momento della votazione, una scelta motivata come «segno di rispetto» dopo l'appello pubblico della senatrice a vita Liliana Segre. Secondo l'Agenzia DIRE, la decisione arriva mentre il provvedimento è pronto per essere licenziato in Commissione dopo il mandato ai relatori sulla legge elettorale.

Il voto in Commissione vedrà posizioni nette: Avs e M5s voteranno contro il testo, mentre Italia Viva ha annunciato che voterà a favore. Dal centrodestra, invece, è già arrivata una pronta interpretazione politica della mancata partecipazione del Pd: alcuni parlamentari di maggioranza hanno commentato in modo critico, sostenendo che i dem «escono per non votare».

Il Pd replica sottolineando che la scelta non è una novità procedurale: anche nelle commissioni chiamate a esprimere pareri consultivi alla Camera i democratici non hanno partecipato al voto. Nel partito, spiegano fonti citate dall'Agenzia, la decisione è stata assunta come bilanciamento tra responsabilità istituzionale e rispetto per l'appello di una figura simbolo come Segre.

Contesto e prossimi passaggi

Il ddl, già approvato dal Senato, è calendarizzato per la discussione generale in Aula venerdì 2 ottobre. Il relatore del testo in Commissione è Paolo Emilio Russo di Forza Italia. Dal centrodestra si afferma che non esistono più margini di mediazione per modifiche al testo, posizione che complica le possibilità di un accordo parlamentare più ampio richiesto da forze del centrosinistra.

I democratici osservano che la strategia potrà mutare in Aula: «In Assemblea poi si vedrà come comportarsi», dicono fonti interne del Pd. L'orientamento dell'Assemblea e l'esito del dibattito generale saranno quindi il prossimo banco di prova per capire se sarà possibile ricercare ulteriori modifiche o se il testo andrà avanti senza cambiamenti rilevanti.

L'iniziativa giudiziaria-politica si innesta in un contesto già teso: il confronto sulle norme anti-discriminazione e sull'interpretazione della normativa esistente ha alimentato divisioni tra maggioranza e opposizione. La scelta del Pd di astenersi fisicamente dal voto in Commissione apre uno spazio di contestazione politica e simbolica che potrebbe riverberarsi nei giorni successivi.

La fonte primaria di questa ricostruzione è l'articolo dell'Agenzia DIRE da cui emergono le posizioni ufficiali dei gruppi politici coinvolti e la calendarizzazione del provvedimento. Il calendario parlamentare e le dichiarazioni ufficiali dei gruppi definiranno i prossimi passaggi istituzionali.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 30 settembre 2026

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