Ddl Antisemitismo: la Comunità ebraica di Milano chiede voto senza modifiche e denuncia boicottaggi in città

Walker Meghnagi avverte che il testo non va toccato; accusa di antisemitismo al 'campo largo' e segnalazioni di boicottaggi nei supermercati milanesi.

A cura di Redazione Redazione
28 settembre 2026 16:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Ddl Antisemitismo: la Comunità ebraica di Milano chiede voto senza modifiche e denuncia boicottaggi in città -
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Il presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ha chiesto al Parlamento di approvare il disegno di legge sull'antisemitismo senza modifiche, definendo ogni cambiamento un rischio di snaturamento del provvedimento. La presa di posizione arriva nelle ore immediatamente precedenti al voto e accoglie con favore anche le parole della senatrice a vita Liliana Segre, descritte come "fortissime" e di grande peso morale.

Meghnagi ha rivolto dure critiche alle forze dell'opposizione, in particolare al cosiddetto campo largo (AVS, PD e M5S), sostenendo che chi voterà contro il testo "scriverà una pagina nera per l'Italia". Secondo il presidente, all'interno di questi schieramenti esisterebbero "segni evidenti di antisemitismo" e una diffusa ignoranza storica che alimenta retoriche pericolose.

Episodi a Milano: boicottaggi e aggressioni

La Comunità ebraica milanese ha segnalato un aumento di episodi di odio quotidiano in città. Meghnagi ha raccontato casi specifici: all'Esselunga di via Lorenteggio, consumatori hanno invitato a non acquistare un mango proveniente da Israele, colpendo direttamente gli esercenti; al Carrefour tra via Soderini e via San Gimignano gruppi avrebbero lanciato in aria prodotti della spesa alla vista di persone riconoscibili come ebree. Tali fatti, ha detto, rappresentano un antisemitismo «puro» e un clima «intollerabile».

Il presidente ha altresì affermato che le aggressioni reali sono molte più numerose di quelle denunciate ufficialmente, evidenziando una sottostima statistica del fenomeno che complica la risposta preventiva delle istituzioni.

Meghnagi ha attribuito responsabilità trasversali per l'escalation: non solo a esponenti politici fuori dal gioco istituzionale, citando nomi e frasi controverse attribuite a figure come Massimo D'Alema, ma anche a rappresentanti del campo largo. Ha contestato raid verbali e post sui social da parte di dirigenti regionali del PD, parlando di un «gioco di parole» che nasconderebbe odio anti-ebraico.

Sull'interno del Partito Democratico Meghnagi ha espresso disappunto per l'esclusione di figure come Emanuele Fiano, ricordandone l'impegno storico e politico, e ribadendo la necessità che i diritti della comunità ebraica siano tutelati come cittadini italiani, secondo la Costituzione.

Il presidente ha poi lanciato un appello categorico al Parlamento: approvare il ddl così com'è e non introdurre modifiche che possano indebolirne efficacia e portata. La posizione è motivata dalla volontà di difendere i diritti e la sicurezza di una comunità percepita come sempre più esposta a attacchi e discriminazioni.

Il testo e le dichiarazioni sono state raccolte e diffuse dall'Agenzia DIRE. Al centro del dibattito restano la natura delle misure previste dal ddl, le modalità di tutela contro i fenomeni di odio e le responsabilità politiche nell'innescare o contenere le tensioni sociali.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 28 settembre 2026

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