Dire, giornalisti in stato di agitazione per stipendi in ritardo: sciopero se non pagati entro il 7 settembre
Il Comitato di redazione proclama tre giorni di sciopero: oltre 60 famiglie interessate e richiesta di garanzie sul pagamento puntuale.
Il Comitato di redazione (Cdr) dell'agenzia di stampa Dire ha proclamato lo stato di agitazione e ha consegnato un pacchetto di tre giorni di sciopero se il pagamento delle retribuzioni non verrà effettuato entro la scadenza indicata. La redazione avverte che, qualora il pagamento già scaduto non sia corrisposto entro questa settimana, lunedì 7 settembre la redazione sarà in sciopero.
L'assemblea dei giornalisti ha «ai sensi dell'articolo 34 del contratto nazionale» formalizzato la protesta, sottolineando la grave situazione economica che riguarda oltre 60 famiglie. Nel testo diffuso dal Cdr si evidenzia la forte preoccupazione per l'assenza di certezze sulla data di pagamento delle retribuzioni e per le pesanti ripercussioni sociali e personali che ne derivano.
Secondo il Cdr, la criticita nasce nonostante la firma di un accordo tra azienda, Cdr e organizzazioni sindacali che avrebbe stabilito date certe per il versamento degli stipendi. I giornalisti riconoscono gli sforzi messi in campo dall'azienda per superare le difficoltà, ma denunciano una ulteriore violazione degli impegni assunti con i lavoratori.
Richieste del Comitato di redazione
Il Cdr chiede all'azienda una serie di risposte e azioni immediate, tra cui:
- Pagamento immediato delle retribuzioni arretrate;
- Chiarimenti sull'impegno a garantire il regolare e puntuale pagamento dei prossimi stipendi e la consegna contestuale delle relative buste paga;
- La prosecuzione di un confronto trasparente sulla sostenibilita del percorso di risanamento nel lungo periodo, anche attraverso la convocazione di un tavolo sindacale.
La proclamazione dello stato di agitazione e il pacchetto di tre giorni di sciopero rappresentano per la redazione uno strumento di pressione finalizzato a ottenere certezze sui pagamenti e sulla tutela contrattuale. Il Cdr avverte inoltre di una possibile nuova stagione di mobilitazione qualora non arrivino risposte certe e immediate.
Al momento dell'annuncio non risulta pubblicata una dichiarazione ufficiale dell'azienda relativa alle richieste del Cdr o ai tempi di liquidazione delle spettanze arretrate. La vicenda resta quindi in evoluzione e interessa direttamente la quotidianita lavorativa di decine di famiglie coinvolte.
La notizia e il testo della comunicazione provengono dall'Agenzia Dire, che ha diffuso la nota del Comitato di redazione.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 02 settembre 2026