Ex Ilva, al via il tavolo a Palazzo Chigi presieduto da Mantovano: governo e sindacati chiedono blocco licenziamenti

Governo e sindacati a Palazzo Chigi per decidere sul futuro produttivo e occupazionale dell'ex Ilva di Taranto: al centro blocco licenziamenti e ammortizzatori.

A cura di Redazione Redazione
16 settembre 2026 11:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Ex Ilva, al via il tavolo a Palazzo Chigi presieduto da Mantovano: governo e sindacati chiedono blocco licenziamenti -
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A Palazzo Chigi è iniziato il tavolo istituzionale sull'ex stabilimento Ilva di Taranto, presieduto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Al centro dell'incontro c'è la richiesta unitaria dei sindacati di un blocco dei licenziamenti e di garanzie per la continuità produttiva e la tutela dei lavoratori.

Partecipanti e contesto

Per il Governo partecipano in presenza i ministri Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Tommaso Foti (Affari europei, Politiche di coesione e Pnrr) e Marina Calderone (Lavoro), il sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra e, in collegamento video, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Presenti anche i rappresentanti di Invitalia e i commissari straordinari di Acciaierie d'Italia e del Gruppo Ilva. Per le organizzazioni sindacali sono presenti Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb e Federmanager.

Il tavolo si apre in un quadro definito dai sindacati come molto critico: la vertenza accumula ritardi e rischia di tradursi in una vasta esposizione a misure di cassa integrazione per migliaia di lavoratori.

Il segretario della Fiom, Michele De Palma, ha detto arrivando a Palazzo Chigi che i lavoratori sono mobilitati e che la proposta ritenuta «unica praticabile» è quella di una società pubblica che garantisca la continuità della decarbonizzazione, della produzione e dell'occupazione. De Palma ha sottolineato il rischio di fermo della produzione d'acciaio e la necessità che lo Stato risponda sulle scelte di sovranità industriale.

Per la Uilm, il segretario generale Davide Sperti ha focalizzato l'attenzione sui lavoratori degli appalti, indicati come i più esposti dopo 14 anni di vicenda giudicata «vergognosa». Sperti ha chiesto il blocco dei licenziamenti nei servizi esternalizzati e misure straordinarie di carattere salariale, sociale e occupazionale, inclusi strumenti di risarcimento per i lavoratori diretti e degli appalti.

La Fim, rappresentata dal segretario Ferdinando Uliano, ha ribadito l'urgenza del blocco dei licenziamenti e la necessità di ammortizzatori dedicati che diano certezze ai lavoratori. Uliano ha avvertito che senza soluzioni la prospettiva per molti dipendenti dell'Ilva è la cassa integrazione estesa, fatta eccezione per poche centinaia di addetti. Ha chiesto al Governo responsabilità sul disegno futuro dell'Ilva, oltre al mero rinvio al mercato e ai bandi, e ha posto all'ordine del giorno temi come prepensionamenti, incentivi alle uscite, riconoscimento dei lavori usuranti e integrazione al reddito.

L'incontro, come riportato dall'Agenzia Dire, prosegue con l'obiettivo di definire risposte concrete e tempestive: i sindacati chiedono scadenze e garanzie precise, mentre il Governo è chiamato a chiarire quale mix di azioni pubbliche e private intende sostenere per evitare impatti occupazionali e preservare la produzione.

Fonti ufficiali dichiarano che, oltre alle richieste immediate sui livelli occupazionali, il tavolo affronterà gli aspetti industriali e ambientali legati al percorso di decarbonizzazione dell'impianto e alle ricadute sulla salute dei cittadini di Taranto. Al momento non sono stati resi noti accordi vincolanti; la trattativa è in corso e le parti attendono risposte formali dall'Esecutivo.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 16 settembre 2026

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