Fondazione per lo Sviluppo Strategico: proposta di una cabina di regia nazionale per coordinare i capitali

A Roma la fondazione chiede un organismo stabile per combinare equity, debito, garanzie e capitale paziente sui progetti strategici.

A cura di Redazione Redazione
17 settembre 2026 11:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Fondazione per lo Sviluppo Strategico: proposta di una cabina di regia nazionale per coordinare i capitali -
Condividi

La Fondazione Italiana per lo Sviluppo Strategico ha proposto a Roma l'istituzione di una cabina di regia nazionale per il co-investimento strategico, destinata a coordinare capitali pubblici e privati e ad individuare priorità e progetti investibili. L'iniziativa è stata illustrata durante l'evento 'Dalla stabilità politica alla potenza produttiva', organizzato insieme ad Associazione ItaliaOggi e Officina delle Idee presso la Camera di Commercio di Roma.

La proposta prevede una sede stabile di coordinamento in grado di associare a ciascun progetto la combinazione più efficace di equity, debito, garanzie, capitale paziente e strumenti di mercato. Secondo la Fondazione, l'obiettivo è trasformare la stabilità politica e il risparmio nazionale in maggiore potenza produttiva, superando la logica del trasferimento pubblico e puntando invece alla moltiplicazione del capitale.

Durante il convegno la Fondazione ha annunciato la costituzione di tre tavoli permanenti coordinati dal Comitato Scientifico: 'Co-investimento strategico e capitale paziente', 'Energia competitiva e Ppa' e 'Sistema Paese e Piano Mattei'. Questi gruppi dovranno tradurre il confronto tra istituzioni, imprese e competenze in proposte operative per la crescita del Paese.

La proposta individua come attori chiave il raccordo tra amministrazioni competenti, Cassa Depositi e Prestiti, Sace, sistema bancario, investitori istituzionali, fondi pensione, casse previdenziali, assicurazioni, fondi infrastrutturali, imprese e risparmio privato. L'intento è mobilitare risorse oltre il ciclo straordinario del PNRR, costruendo un modello ordinario per attrarre capitale verso priorità produttive nazionali.

I relatori hanno posto l'accento sui vincoli che attualmente limitano l'investimento degli istituzionali: obblighi fiduciari, parametri rischio-rendimento, necessità di liquidità e diversificazione. La Fondazione ha richiamato la necessità di progetti bancabili, governance trasparenti, strutture finanziarie standardizzate e una chiara allocazione dei rischi per rendere questi capitali realmente impiegabili.

Sullo scacchiere energetico, il convegno ha sottolineato l'importanza di garantire energia a costi prevedibili per la competitività industriale e ha rilanciato il ruolo dei Power Purchase Agreement (PPA). La proposta punta a rendere i PPA accessibili non solo alle grandi imprese, ma anche a PMI, condomini e famiglie, favorendo una diffusione più ampia dei benefici della transizione energetica.

Il tema delle infrastrutture è stato evidenziato come centrale: reti energetiche, logistica, terminali, capacità produttiva, tecnologie dual use, difesa, aerospazio, digitalizzazione e filiere critiche sono indicati come asset in grado di aumentare la produttività nazionale. Il Piano Mattei è citato come strumento di coordinamento internazionale, non una somma di iniziative isolate, ma un sistema che integri imprese, infrastrutture, energia, garanzie e formazione.

Dal palco sono intervenuti esponenti politici e del mondo industriale. L'onorevole Francesco Filini, responsabile del programma di Fratelli d'Italia, ha invitato a usare il risparmio degli italiani per investimenti strategici e ha sostenuto l'ampliamento dei PPA anche ai consumatori privati. Giancarlo Cremonesi, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione, ha rimarcato la volontà di creare un luogo stabile di confronto tra competenze, impresa e istituzioni.

Rappresentanti del settore privato e degli investitori istituzionali hanno espresso interesse per il meccanismo proposto. Francesco Macrì, presidente di Leonardo ed Estra, ha sottolineato il ruolo della Difesa come volano tecnologico per l'innovazione; Anna Selvaggio, direttore generale del Fondo Fon.Te, ha indicato nei fondi di previdenza complementare una riserva di capitale paziente; Michele Pignotti, ad e dg di Sace, ha richiamato il ruolo delle garanzie pubbliche per rendere investibili progetti strategici.

I prossimi passi annunciati dalla Fondazione prevedono un programma strutturato di lavoro attraverso i tavoli tematici, incontri pubblici e approfondimenti riservati. L'intento dichiarato è tradurre il confronto in proposte concrete e realizzabili, capaci di mettere in relazione risorse pubbliche e private e di contribuire alle scelte strategiche del Paese.

All'evento hanno partecipato inoltre rappresentanti istituzionali, accademici e dirigenti d'azienda, testimonianza dell'interesse trasversale verso un modello che punti a combinare governance, capitale e progetti per sostenere la crescita. La proposta della cabina di regia apre ora il confronto su come armonizzare regole, strumenti finanziari e incentivi per attrarre e convogliare risparmio verso investimenti di lungo periodo.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 17 settembre 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Gazzetta Social