Formazione professionale, a Firenze Cafà: «Serve un approccio più tailored» e un nuovo ecosistema

Al Net Forum 2026 a Firenze esperti chiedono formazione continua su misura, tempi rapidi e rete tra imprese, istituzioni e centri formativi per sostenere le PMI.

A cura di Redazione Redazione
22 settembre 2026 17:35
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Formazione professionale, a Firenze Cafà: «Serve un approccio più tailored» e un nuovo ecosistema -
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Al secondo laboratorio del Net Forum 2026, svoltosi al Meyer Health Campus di Firenze, i protagonisti del mondo della formazione e delle istituzioni hanno lanciato un messaggio chiaro: la formazione continua deve cambiare e adottare un approccio sempre più "tailored", cioè su misura per le esigenze di persone e organizzazioni. L'iniziativa, organizzata da S3.Studium in collaborazione con FonARCom, ha messo in evidenza l'urgenza di risposte formative rapide per non rendere i percorsi obsoleti rispetto ai mutamenti del mercato del lavoro.

Interventi e posizioni

Andrea Cafà, presidente di CIFA e di FonARCom, ha sottolineato che viviamo una fase di forti trasformazioni e che quindi gli enti formativi devono «mettersi in discussione». Per Cafà è imprescindibile un'analisi dei fabbisogni chiara e una capacità di dare una risposta immediata: se i tempi si allungano, avverte, la formazione rischia di perdere efficacia.

Simone Cappelli, dirigente del settore lavoro della Regione Toscana, ha posto l'accento sulla necessità di costruire reti territoriali nei distretti economici. Nei territori dove predominano piccole e medie imprese mancano spesso le grandi aziende con academy interne; per questo Cappelli propone progetti di filiera e il ricorso a strumenti come istruzione e formazione professionale, la modalità duale e l'apprendistato per rigenerare competenze mancanti.

Antonello Calvaruso, presidente di Net Forum e direttore scientifico di S3.Studium, ha rilanciato l'idea di riportare in primo piano il modello dei distretti pensato da Giacomo Becattini: una rete attiva di partecipazione e concertazione capace di collegare bisogni aziendali e risorse territoriali per generare benessere diffuso.

Daniela Toccafondi, presidente della Fondazione Pin, ha chiesto una riconfigurazione dei percorsi formativi dei giovani, puntando sulla multidisciplinarietà. Secondo Toccafondi è necessario integrare competenze diverse, valorizzando il dialogo tra università, centri di ricerca e tessuto produttivo per ripensare i profili formativi.

Riccardo Cuomo, direttore dell'area politiche del lavoro di Unioncamere, ha evidenziato come l'inverno demografico complichi il reperimento di personale e abbia reso cruciale disporre di dati territoriali chiari. Per le microimprese, ha spiegato, dati semplici e immediatamente utilizzabili possono orientare le scelte su formazione e reclutamento.

Proposte operative emerse

  • Rafforzare l'ecosistema formativo nei distretti, mettendo in rete agenzie formative, scuole, università, imprese e fondi interprofessionali;
  • Realizzare analisi dei fabbisogni agili e strumenti di risposta rapida per evitare l'obsolescenza dei percorsi formativi;
  • Promuovere progetti di filiera e misure di collaborazione tra pubblico e privato, incluse modalità duali e apprendistato;
  • Sviluppare il concetto di distretto cognitivo, una piattaforma territoriale per la condivisione di competenze e risorse;
  • Fornire alle microimprese dati territoriali chiari e utilizzabili, per pianificare investimenti in capitale umano.

Più in generale, dall'incontro è emersa la convinzione comune che imprese, istituzioni e soggetti formativi abbiano una responsabilità condivisa per accompagnare le Pmi nella transizione e mantenerle competitive. CIFA e FonARCom si sono dichiarate pronte ad avviare percorsi di accompagnamento rivolti soprattutto alle piccole e medie imprese, con l'obiettivo di rendere i percorsi formativi più spendibili nel breve termine.

L'evento di Firenze ha quindi tracciato una road map pratica: misurare i bisogni, rispondere rapidamente, lavorare in rete e ripensare i percorsi formativi con un'attenzione particolare alla multidisciplinarietà e alla prossimità territoriale. Prossimi passi attesi sono la traduzione di queste indicazioni in progetti pilota e in accordi operativi tra attori locali per testare sul campo il nuovo approccio "tailored" alla formazione.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 22 settembre 2026

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