Giovani e Vig: a Parma Gen P chiede un ruolo concreto nelle politiche per la sostenibilità
A Parma i giovani di Gen P presentano la matrice Vig–SNSvS e chiedono misure su casa, lavoro, salute mentale e partecipazione.
Oggi a Parma i giovani del progetto Generazione Partecipazione (Gen P) restituiscono il lavoro svolto sulla Valutazione di impatto intergenerazionale (Vig), introdotta dalla legge 167/2025 e anticipata dalla modifica dell'articolo 9 della Costituzione. L'evento 'Sostienimi — From the Youth Voluntary Review to the Localisation of the 2030 Agenda' mette in luce la richiesta di una voce diretta delle nuove generazioni nelle decisioni pubbliche che ne influenzano il futuro.
Contesto e matrice di valutazione
Il percorso Giovani per la PCSD, promosso dal ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) e con il contributo di Focsiv, è iniziato a febbraio con laboratori e lavori di gruppo per under 35. La tappa parmense è anche occasione di presentazione della 'Youth National Review' (YNR), depositata al Forum Politico di Alto Livello delle Nazioni Unite nel luglio 2026. Il fulcro del lavoro è una matrice di valutazione che mette in relazione la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) e lo Youth Progress Index (YPI), strumento per misurare la condizione giovanile su salute, istruzione, occupazione, sicurezza e pari opportunità.
Priorità emerse e risultati
Dal confronto tra SNSvS e YPI sono emerse priorità chiare: crisi abitativa, disoccupazione giovanile, sicurezza percepita e salute mentale. I partecipanti indicano inoltre la necessità di investire in istruzione, partecipazione giovanile, tutela ambientale e qualità dei servizi. La matrice punta a trasformare dati incrociati in politiche concrete, non in meri documenti di intenti.
Secondo Alessandra Innocenti, la matrice può costruire un quadro di possibilità concrete: 'non più solo parole e buone intenzioni ma i primi passi verso azioni significative che mettano al centro il contributo attivo e il benessere delle nuove generazioni'.
Criticità sollevate e proposte operative
I giovani coinvolti hanno segnalato limiti pratici che rischiano di ridurre l'efficacia della Vig: l'esclusione dei decreti-legge d'urgenza dall'obbligo di valutazione, la carenza di dati statistici locali aggiornati e la mancanza di una piattaforma collaborativa centralizzata. Queste lacune rendono complessa l'applicazione dell'indice YPI nei piccoli Comuni e possono vanificare la prospettiva intergenerazionale della legge.
Francesca Munerol sottolinea che la matrice è 'un'attuazione concreta della Costituzione, che dà sostanza pratica alla riforma dell'articolo 9 del 2022', ma avverte anche del rischio di burocratizzazione: la Vig non deve diventare un 'timbro formale' senza impatto reale. In tal senso i partecipanti chiedono meccanismi di localizzazione della matrice per adattarla alle specificità territoriali e prevenire soluzioni uniformi non applicabili sul territorio.
Carolina Casale ha indicato criticità organizzative emerse durante il percorso: la pausa estiva ha compromesso la continuità dei lavori, e l'assenza di spazi di confronto strutturati ha complicato la comprensione degli obiettivi e degli indicatori, aumentando lo sforzo richiesto ai partecipanti.
Esperienze pilota e diffusione
Reggio Calabria figura tra i primi Comuni che hanno adottato la matrice, offrendo un esempio di innovazione territoriale nel Sud Italia. Clara Zaffino mette in evidenza l'effetto moltiplicatore del percorso: le competenze acquisite dai giovani possono essere riportate nei propri enti locali e nelle organizzazioni di appartenenza, favorendo l'adozione di strumenti analoghi altrove. Il lavoro online ha ampliato la partecipazione, mentre la tappa di Parma rappresenta un'occasione per consolidare il confronto diretto.
Il bilancio del percorso Mase è chiaro: l'Italia ha mosso i primi passi verso l'applicazione integrale della Vig, ma rimane indietro rispetto a strumenti e standard europei. La sfida ora è rendere obbligatori e diffusi meccanismi strutturali di inclusione giovanile nelle procedure decisionali, migliorando la disponibilità di dati locali, colmando le esclusioni normative e preservando la natura partecipativa dello strumento.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 29 settembre 2026