Google e Fondo per la Repubblica Digitale: 1,3 milioni per formare 2.500 professionisti creativi sull'IA

Al Lido di Venezia lanciato un fondo da oltre €1,3 mln per corsi di AI in cinema, musica e informazione; bando entro ottobre, corsi dal 2027.

A cura di Redazione Redazione
11 settembre 2026 14:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Google e Fondo per la Repubblica Digitale: 1,3 milioni per formare 2.500 professionisti creativi sull'IA -
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Al Lido di Venezia è stato presentato un progetto congiunto di Google.org e del Fondo per la Repubblica Digitale che stanzia oltre 1,3 milioni di euro per la formazione di 2.500 professionisti dei settori del cinema/audiovisivo, della musica e dell'informazione. L'iniziativa è stata annunciata nella sede del Blue Lounge durante la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica 2026 della Biennale, con l'obiettivo di ridurre il rischio di esclusione digitale nelle industrie creative.

Dettagli dell'iniziativa

Il finanziamento comprende 1 milione di dollari da Google.org e un cofinanziamento fino a 500.000 euro dal Fondo per la Repubblica Digitale. È prevista una Open Call promossa dal Fondo entro la metà di ottobre per selezionare da 2 a 4 enti attuatori non profit (associazioni, fondazioni, terzo settore) che erogheranno i corsi sul territorio a partire dalla metà del 2027. I percorsi saranno orientati a modalità laboratoriali e costruiti con il supporto di un Comitato Strategico che coinvolge il Ministero della Cultura, SIAE, ANICA, Confindustria Radio TV, FIEG e la Fondazione Milano Scuole Civiche.

Proiezioni economiche e occupazionali

Il lancio si accompagna ai dati di uno studio indipendente condotto da Public First per Google, che stima un impatto economico globale dei media generativi fino a 920 miliardi di dollari di PIL aggiuntivo entro il 2035. Secondo lo studio, l'IA generativa potrebbe aumentare la produttività individuale dei creativi del 20%, liberando in media 390 ore annue da compiti ripetitivi.

Per l'Italia lo studio porta numeri significativi: il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, già oggi da 112 miliardi di euro di valore aggiunto e 1,5 milioni di occupati, potrebbe vedere un valore aggiunto diretto di 3,3 miliardi per il comparto creativo e fino a 11 miliardi di PIL addizionale per il Paese entro il 2035. Le stime prevedono inoltre la creazione netta di 44.000 nuovi posti di lavoro nel settore creativo e la trasformazione di 59.000 persone in content creator o professionisti digitali a tempo pieno. Lo studio indica anche un potenziale aumento dell'export culturale che potrebbe generare 1,9 miliardi di euro e una crescita fino al +540% della visibilità dei contenuti in lingua italiana all'estero.

Dichiarazioni ufficiali e finalità

Il sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha sottolineato che «non si può parlare di cinema e audiovisivi senza parlare delle potenzialità dell'IA» e ha definito Venezia «al centro di questo processo», auspicando anche che Google possa valutare una nuova sede in città come «finestra sul mondo».

Melissa Ferretti Peretti, vice presidente e country manager di Google Italia, ha ribadito che strumenti come l'AI generativa non sono pensati per sostituire la sensibilità umana ma per amplificarla: «il valore autentico dell'AI risiede in ciò che i nostri talenti sapranno realizzare attraverso di essa».

Martina Lascialfari, direttrice generale del Fondo per la Repubblica Digitale, ha evidenziato la scelta del cofinanziamento come leva per un forte investimento sulle persone e sulle competenze, definendo il progetto come un esempio di collaborazione efficace tra pubblico, privato e filantropia. Massimo Osanna, capo del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura, ha ribadito che l'IA può supportare il settore snellendo compiti procedurali, ma che la creatività, l'intenzione e l'esperienza umana restano centrali.

Questioni aperte e criticità

Gli organizzatori sottolineano l'obiettivo di offrire percorsi con rigore didattico e neutralità, ma restano questioni aperte sulla capacità dei bandi e degli enti attuatori di rispondere ai reali fabbisogni territoriali e professionali. Lo studio di Public First contrasta la narrativa di una sostituzione tecnologica automatica, evidenziando che la reale minaccia può derivare dall'insostenibilità economica dei modelli produttivi tradizionali; tuttavia, esperti e operatori dovranno vigilare su come l'adozione dell'IA influirà su contratti, diritti d'autore e modelli retributivi nelle filiere creative.

L'iniziativa lanciata oggi apre una fase di sperimentazione formativa che nei prossimi mesi passerà dalla fase di selezione degli enti alla progettazione e all'erogazione dei laboratori: il monitoraggio degli esiti occupazionali e della qualità formativa sarà centrale per valutare se l'intervento produrrà i benefici economici e sociali promessi.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 11 settembre 2026

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