Gori lancia primarie aperte: «Sostegno a Kiev non trattabile», avvertimento al M5S
A Prato Gori difende il doppio turno per le primarie, ribadisce il supporto militare a Kiev e invita il Pd a esercitare la propria forza nella coalizione.
A Prato l'eurodeputato del Pd Giorgio Gori ha lanciato un appello per primarie aperte e a doppio turno, avvisando gli alleati — in particolare il Movimento 5 Stelle (M5S) — che il sostegno a Kiev non è negoziabile. L'intervento, tenuto alla Casa del popolo di Coiano durante l'assemblea dei riformisti dem "Cambiare!", ha messo in primo piano la necessità di un campo largo nelle consultazioni interne e una linea estera netta e coerente.
Gori ha ricordato il ruolo costitutivo delle primarie nel Pd e ha sottolineato che non intende chiudere il confronto: «I gazebo sono la nostra cifra costitutiva», ha detto, invitando a non temere la partecipazione popolare e a evitare regole che restringano la competizione.
Le primarie con doppio turno
Sull'ipotesi di una sua candidatura, Gori ha preferito non sbilanciarsi, ma ha rivendicato la necessità di un'area riformista presente alle primarie: «Se una voce riformista ci sarà alle primarie, sarà una cosa buona». Ha inoltre auspicato il ritorno al doppio turno, come nel 2012, per evitare «una corsa troppo chiusa» e per ampliare la platea degli elettori: nel 2012 si recarono alle urne 3,1 milioni al primo turno e 2,8 milioni al secondo.
L'eurodeputato ha avvertito contro manovre di chiusura interna o norme costruite ad personam: «Guai a chiudersi, guai a stringere le dimensioni del campo», ha detto, citando i precedenti di apertura alle candidature che hanno caratterizzato le fasi congressuali del Pd nel passato.
Ucraina ed alleanze
Sul piano estero Gori ha posto il sostegno militare a Kiev come una condizione non negoziabile per il Pd, richiamando la posizione del Partito del Socialismo Europeo (PSE) di marzo, che chiede il rafforzamento dell'aiuto contro la minaccia russa. Ha citato la firma in calce al testo della segretaria nazionale Elly Schlein e ha definito quella linea «assolutamente non trattabile».
Il messaggio rivolto agli alleati è stato chiaro: il Pd deve esercitare la sua forza derivante dal mandato elettorale e mantenere la propria identità nella coalizione. Pur riconoscendo la necessità di un'alleanza composita — anche a causa della legge elettorale — Gori ha sottolineato che l'unità non può essere perseguita «a qualunque costo», né comportare la rinuncia ai valori fondamentali del partito.
Gori ha riconosciuto che la segreteria del Pd sta lavorando per mantenere l'unità della coalizione, ma ha avvertito che una parte consistente degli elettori dem guarda con perplessità ad alcuni punti dell'intesa con il M5S, in particolare sulle posizioni in materia di difesa e politica estera.
L'intervento di Gori, nel contesto dell'assemblea riformista "Cambiare!" a Prato, riapre il confronto interno sul metodo di selezione del candidato di centrosinistra e sul perimetro politico della coalizione, con possibili ricadute sul calendario decisionale e sulle strategie per le prossime elezioni.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 26 settembre 2026