Il Pd boccia l'idea di Travaglio: no a votare le armi a Kiev nelle primarie, prima il programma
I dem respingono la proposta di Travaglio: la scelta sulle armi per Kiev va definita nel programma di coalizione, non decisa tramite primarie.
Il Partito Democratico ha bocciato con nettezza la proposta di Marco Travaglio di affidare alle primarie la decisione sul sostegno militare all'Ucraina. Secondo il direttore del Fatto Quotidiano, ogni leader dovrebbe portare in voto la propria posizione sul tema, ma nel Pd la linea è unanime: gli accordi si fanno prima, sulla base di un programma condiviso.
Reazioni interne al Pd
I toni e le sfumature variano a seconda delle correnti, ma la sostanza non cambia: prima il programma, poi l'eventuale voto degli elettori o l'accordo tra forze politiche. Filippo Sensi di Base Riformista ha affermato che sul sostegno a Kiev "non c'è dibattito" e che la posizione non sarebbe messa in discussione "chiunque vinca". Andrea Giorgis ha osservato che le posizioni tra i partiti "non sono poi così distanti" e che quindi un'intesa ex ante è possibile.
Simona Malpezzi è stata perentoria: "Come tutti sanno le primarie hanno bisogno di una cornice valoriale comune e su quella si parte. È un punto di arrivo, ma anche di partenza. Non è una lista della spesa". Il tono critico è stato rivolto anche a Giuseppe Conte: "I suoi toni perentori sono inaccettabili", si legge nella ricostruzione delle prese di posizione.
Sul piano economico e di metodo, Antonio Misiani ha sottolineato che "prima ci si mette d'accordo sulle cose da fare e poi ci si affida o agli elettori o ad un accordo tra le forze politiche. Siamo una coalizione e le coalizioni serie definiscono un progetto per il paese, prima". Francesco Boccia ha espresso scetticismo pratico: "Votare il programma direttamente alle primarie? e poi che facciamo, annettiamo al candidato vincente anche gli elettori dell'altra parte?".
Contesto politico
La proposta di Travaglio nasce dall'impasse nel cosiddetto campo largo, dove si contrappongono Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra da una parte e Pd più Italia Viva dall'altra sulla questione delle armi e del ruolo dell'Europa nella difesa. Nel Pd prevale la riflessione secondo cui una coalizione credibile deve prima definire un progetto comune e solo dopo decidere le modalità di legittimazione democratica delle scelte.
La notizia, ripresa dall'Agenzia Dire, fotografa una fase di confronto interno in vista delle scadenze politiche: il nodo è tanto di metodo — come si costruisce una coalizione e si prendono decisioni sensibili — quanto di merito, riguardo alla politica estera e al sostegno a Kiev. Il dibattito rimane aperto, ma al momento la posizione ufficiale del Pd è chiara: priorità al programma prima che alle modalità di voto.
Fact Check
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Verificato il: 22 settembre 2026