Istat: deficit 2025 al 3,1% e pressione fiscale al 42,9%. L'Italia non uscirà subito dalla procedura UE

Dati Istat 2025: rapporto deficit/Pil al -3,1%, pressione fiscale salita, Governo rinvia l'uscita dalla procedura per deficit eccessivo al 2027.

A cura di Redazione Redazione
22 settembre 2026 11:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Istat: deficit 2025 al 3,1% e pressione fiscale al 42,9%. L'Italia non uscirà subito dalla procedura UE -
Condividi

L'Istat ha confermato i dati definitivi sul quadro di finanza pubblica 2025: il rapporto tra indebitamento netto e Pil si è attestato al -3,1%, mentre la pressione fiscale complessiva è salita al 42,9% del Pil. Secondo il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, l'Italia non uscirà anticipatamente dalla procedura europea per deficit eccessivo e il ritorno ai parametri potrebbe avvenire nel 2027. Questi numeri raffreddano le attese del governo e segnano un quadro di margini fiscali stretti.

I numeri dell'Istat

L'istituto di statistica registra un saldo primario in attivo pari a +0,8% del Pil, in aumento rispetto al +0,5% dell'anno precedente, mentre la spesa per interessi è cresciuta del 2%, sebbene con un rallentamento rispetto agli anni passati. Le stime risultano invariati rispetto alle previsioni di aprile, ma mostrano come le entrate continuino a gravare su famiglie e imprese, con un aumento della pressione fiscale di 0,7 punti percentuali rispetto al 2024.

L'Istat evidenzia dunque un equilibrio tra un miglioramento del saldo primario e la persistenza di criticità legate alla composizione delle entrate e agli oneri sul debito, elementi che limitano la capacitá di manovra del governo.

Reazioni politiche e sociali

Il ministro Giorgetti ha commentato con tono di rammarico: "Prendiamo atto, non senza rammarico, dei dati definitivi espressi dall'Istat sul rapporto Deficit-Pil 2025. Purtroppo l'Italia non uscirà anticipatamente già quest'anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo... questo potrà accadere nel 2027". Le sue parole sottolineano la necessità di mantenere una disciplina di bilancio per i prossimi esercizi.

Sul fronte delle parti sociali, la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha invocato un patto sociale: "La strada è stretta, le risorse sono poche, quindi vanno finalizzate ai salari e alla bassa produttività". Fumarola ha chiesto di concentrare gli interventi su salari, innovazione e formazione, definendoli prioritari per generare crescita e redistribuire ricchezza.

Le reazioni mettono in evidenza il conflitto di priorità: contenimento del deficit e al tempo stesso necessità di investimenti produttivi e di sostegno al reddito.

Prospettive e prossimi passi

Il quadro definitivo dell'Istat impone al governo di modulare le scelte di spesa e entrata nei prossimi anni, con l'obiettivo di rispettare i vincoli europei senza comprimere ulteriormente la domanda interna. Rimanere nella procedura per deficit eccessivo significa avere margini limitati per manovre espansive, mentre l'uscita ipotizzata nel 2027 dipenderà dall'evoluzione di crescita, entrate fiscali e oneri per interessi.

I prossimi appuntamenti istituzionali e il confronto con le parti sociali saranno centrali per definire dove concentrare le poche risorse disponibili, come richiesto dalla Cisl. L'esito determinerà il grado di flessibilità politica ed economica nei prossimi anni.

I dati e le reazioni citate provengono dall'Istat, dalle dichiarazioni del ministro Giancarlo Giorgetti e dagli interventi della segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 22 settembre 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Gazzetta Social