Meloni: «Non mi alleo con chi vota contro il sostegno a Kiev». Le rivendicazioni della premier
La premier avverte: niente alleanze con chi rifiuta il supporto a Kiev; parla di stabilità, antisemitismo, lavoro ed energia.
La premier Giorgia Meloni ha ribadito in un'intervista al Foglio la sua netta contrarietà ad alleanze con forze politiche che votino contro il sostegno all'Ucraina: «Non sono disposta ad allearmi con chi vota contro il sostegno a Kiev». La presa di posizione è stata presentata come una scelta di coerenza politica e di affidabilità del governo.
Sostegno a Kiev e linea politica
Meloni ha spiegato che la sua azione non verrà piegata a calcoli elettorali: si è definita «una persona seria» che non cambia posizione «in base al sostegno di questo o di quel partito». Ha collegato la scelta al messaggio generale del suo esecutivo, secondo cui l'Italia è oggi una nazione stabile e credibile, frutto di una maggioranza politica compatta. «Se domani gli italiani decideranno di accordare la loro fiducia a qualcun altro, mi auguro che sia qualcuno che non dilapiderà questa preziosa eredità», ha aggiunto.
Antisemitismo e dibattito parlamentare
Sull'iter del ddl contro l'antisemitismo Meloni ha richiamato la necessità di una condanna senza ambiguità di tutte le forme di antisemitismo e ha ricordato la proposta di Fratelli d'Italia di adottare la definizione IHRA. Ha criticato la sinistra, sostenendo che «un pezzo importante del loro elettorato ha difficoltà a condannare senza ambiguità tutte le forme di antisemitismo», citando anche la presenza, secondo lei, di soggetti che hanno inneggiato a Hamas a una manifestazione davanti a Montecitorio. Le affermazioni sono presentate come la lettura politica della premier sullo stato del dibattito pubblico.
Rapporti europei e strategia verso i movimenti conservatori
Commentando la situazione in Germania e la crescita di movimenti identitari, Meloni ha detto che i cordoni sanitari non funzionano e che è necessario ascoltare gli elettori e rispondere alle loro istanze con proposte concrete. Ha posto l'accento su tematiche quali la lotta all'immigrazione clandestina, la difesa dei confini e l'attenzione alle periferie, sostenendo che il centrodestra italiano sta offrendo risposte "non demagogiche" e che il contesto nazionale è «radicalmente diverso» da quello tedesco.
Occupazione, crescita e politiche fiscali
Sul versante economico la premier ha rivendicato risultati occupazionali che definisce «straordinari»: oltre un milione di nuovi posti di lavoro e un aumento di 1,3 milioni di contratti a tempo indeterminato dall'insediamento del governo, con una riduzione del precariato. Ha affermato che, pur non essendosi ridotto l'indice complessivo della pressione fiscale, sono state ridotte le tasse per imprese, lavoratori e famiglie, citando come esempio i benefici per un dipendente con reddito di 26.000 euro.
Meloni ha inoltre offerto una previsione prudente sulla crescita, indicando per il 2026 un possibile +1% e ha sottolineato problemi strutturali come il costo dell'energia e la bassa produttività legata al tessuto di micro e piccole imprese. Ha riconosciuto che molte misure hanno effetti sul medio periodo e che le risorse disponibili erano limitate.
Energia e autonomia strategica
Sulla sicurezza energetica la premier ha elencato più linee d'azione: diversificazione delle fonti, accelerazione delle rinnovabili, riapertura al nucleare di nuova generazione e misure per facilitare concessioni per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi. Ha ammesso il rammarico di non aver potuto fare di più per famiglie e imprese sul tema del caro energia, pur sostenendo che il governo ha dedicato inizio legislatura molte delle risorse disponibili.
Critiche personali e immagine pubblica
Nel colloquio Meloni ha ricordato le critiche più dure ricevute, incluse accuse infamanti che, a suo dire, «qualificano soprattutto chi le formula». Ha detto di essere stata colpita emotivamente when persone a lei care sono state attaccate per colpirla politicamente, e ha ammesso che governare è più difficile di quanto appare dall'esterno: «Ci sono migliaia di ostacoli che da fuori non vedi».
La linea tracciata dall'intervista è quella di una premier che mette al centro coerenza, stabilità di governo e difesa di scelte internazionali ed economiche presentate come vincenti per la credibilità dell'Italia sulla scena europea e internazionale.
Fact Check
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Verificato il: 12 settembre 2026