Meloni: «Non mi alleo con chi vota contro il sostegno a Kiev». Le rivendicazioni della premier

La premier avverte: niente alleanze con chi rifiuta il supporto a Kiev; parla di stabilità, antisemitismo, lavoro ed energia.

A cura di Redazione Redazione
12 settembre 2026 10:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Meloni: «Non mi alleo con chi vota contro il sostegno a Kiev». Le rivendicazioni della premier -
Condividi

La premier Giorgia Meloni ha ribadito in un'intervista al Foglio la sua netta contrarietà ad alleanze con forze politiche che votino contro il sostegno all'Ucraina: «Non sono disposta ad allearmi con chi vota contro il sostegno a Kiev». La presa di posizione è stata presentata come una scelta di coerenza politica e di affidabilità del governo.

Sostegno a Kiev e linea politica

Meloni ha spiegato che la sua azione non verrà piegata a calcoli elettorali: si è definita «una persona seria» che non cambia posizione «in base al sostegno di questo o di quel partito». Ha collegato la scelta al messaggio generale del suo esecutivo, secondo cui l'Italia è oggi una nazione stabile e credibile, frutto di una maggioranza politica compatta. «Se domani gli italiani decideranno di accordare la loro fiducia a qualcun altro, mi auguro che sia qualcuno che non dilapiderà questa preziosa eredità», ha aggiunto.

Antisemitismo e dibattito parlamentare

Sull'iter del ddl contro l'antisemitismo Meloni ha richiamato la necessità di una condanna senza ambiguità di tutte le forme di antisemitismo e ha ricordato la proposta di Fratelli d'Italia di adottare la definizione IHRA. Ha criticato la sinistra, sostenendo che «un pezzo importante del loro elettorato ha difficoltà a condannare senza ambiguità tutte le forme di antisemitismo», citando anche la presenza, secondo lei, di soggetti che hanno inneggiato a Hamas a una manifestazione davanti a Montecitorio. Le affermazioni sono presentate come la lettura politica della premier sullo stato del dibattito pubblico.

Rapporti europei e strategia verso i movimenti conservatori

Commentando la situazione in Germania e la crescita di movimenti identitari, Meloni ha detto che i cordoni sanitari non funzionano e che è necessario ascoltare gli elettori e rispondere alle loro istanze con proposte concrete. Ha posto l'accento su tematiche quali la lotta all'immigrazione clandestina, la difesa dei confini e l'attenzione alle periferie, sostenendo che il centrodestra italiano sta offrendo risposte "non demagogiche" e che il contesto nazionale è «radicalmente diverso» da quello tedesco.

Occupazione, crescita e politiche fiscali

Sul versante economico la premier ha rivendicato risultati occupazionali che definisce «straordinari»: oltre un milione di nuovi posti di lavoro e un aumento di 1,3 milioni di contratti a tempo indeterminato dall'insediamento del governo, con una riduzione del precariato. Ha affermato che, pur non essendosi ridotto l'indice complessivo della pressione fiscale, sono state ridotte le tasse per imprese, lavoratori e famiglie, citando come esempio i benefici per un dipendente con reddito di 26.000 euro.

Meloni ha inoltre offerto una previsione prudente sulla crescita, indicando per il 2026 un possibile +1% e ha sottolineato problemi strutturali come il costo dell'energia e la bassa produttività legata al tessuto di micro e piccole imprese. Ha riconosciuto che molte misure hanno effetti sul medio periodo e che le risorse disponibili erano limitate.

Energia e autonomia strategica

Sulla sicurezza energetica la premier ha elencato più linee d'azione: diversificazione delle fonti, accelerazione delle rinnovabili, riapertura al nucleare di nuova generazione e misure per facilitare concessioni per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi. Ha ammesso il rammarico di non aver potuto fare di più per famiglie e imprese sul tema del caro energia, pur sostenendo che il governo ha dedicato inizio legislatura molte delle risorse disponibili.

Critiche personali e immagine pubblica

Nel colloquio Meloni ha ricordato le critiche più dure ricevute, incluse accuse infamanti che, a suo dire, «qualificano soprattutto chi le formula». Ha detto di essere stata colpita emotivamente when persone a lei care sono state attaccate per colpirla politicamente, e ha ammesso che governare è più difficile di quanto appare dall'esterno: «Ci sono migliaia di ostacoli che da fuori non vedi».

La linea tracciata dall'intervista è quella di una premier che mette al centro coerenza, stabilità di governo e difesa di scelte internazionali ed economiche presentate come vincenti per la credibilità dell'Italia sulla scena europea e internazionale.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 12 settembre 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Gazzetta Social