Napoli, studenti del collettivo Kaos espongono striscioni 'Qui nessuno è straniero' contro il tetto agli alunni stranieri
Aderendo all'appello di Genova, il coordinamento Kaos denuncia mozioni 'razziste' del governo e sottolinea emergenze infrastrutturali e abbandono scolastico.
A Napoli oggi il coordinamento dei collettivi Kaos ha esposto diversi striscioni con la scritta «Qui Nessuno è straniero», aderendo all'appello partito da Genova contro il cosiddetto tetto massimo agli alunni stranieri nelle classi. Gli studenti hanno motivato l'azione come gesto di solidarietà e di opposizione a misure che, a loro dire, frammentano il sistema scolastico.
Secondo il comunicato del collettivo, «abbiamo raccolto l'appello partito da Genova... e deciso di prendere parte ed esserne complici e solidali: noi vogliamo delle scuole che ci formino culturalmente prima che accademicamente, delle scuole multiculturali, pluraliste, inclusive; nelle nostre classi l'unico ospite indesiderato è il razzismo». La dichiarazione è stata diffusa dai rappresentanti di Kaos presenti durante l'esposizione degli striscioni.
Nel denunciare la proposta del tetto, gli studenti hanno accusato il governo di dare priorità a mozioni «razziste e islamofobe», sostenendo che questi provvedimenti alimentino narrazioni di scontro tra culture e di «sostituzione etnica». Il comunicato cita anche un parallelo critico con alcune posizioni di Donald Trump, definendo il quadro politico nazionale come in linea con «l'Internazionale nera che avanza in Europa»; si tratta di affermazioni attribuite ai membri del collettivo.
Oltre alla questione dell'inclusione, gli attivisti hanno puntato l'indice su quella che definiscono la vera emergenza: il degrado delle infrastrutture scolastiche e l'abbandono scolastico. Nel testo si parla di incidenti ricorrenti — come il crollo di parti del soffitto «almeno un paio di volte l'anno» — e di una combinazione di fattori che porta i giovani a lasciare la scuola, dal caro vita alla mancanza di opportunità e servizi che incentivino la permanenza negli istituti.
Il collettivo ha inoltre annunciato la partecipazione alla mobilitazione cittadina: «Domani ci saremo anche noi alle 18, in piazza del Gesù, alla manifestazione per ricordare le Quattro Giornate di Napoli. Non rimarremo a guardare inermi mentre fanno di tutto per marginalizzare, escludere, e trasformare in nemici mediatici i nostri compagni di scuola», si legge nel comunicato.
Gli attivisti hanno infine sottolineato il divario tra le rappresentazioni mediatiche e la realtà quotidiana delle scuole: «Chi le scuole le vive davvero, invece, sa bene che non è questo il clima che le circonda, che è anzi un clima di convivenza ed integrazione», affermano, invitando a porre l'attenzione su interventi strutturali e politiche educative mirate piuttosto che su limiti numerici agli alunni stranieri.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 29 settembre 2026