Polaris+: 25 milioni per formazione e orientamento STEM nelle scuole, bando aperto fino al 21 gennaio 2027
Il Fondo per la Repubblica Digitale lancia lo scale-up Polaris+ con 25 milioni per programmi di formazione e orientamento STEM nelle scuole secondarie.
Roma, Agenzia Dire
Avvio immediato di Polaris+, la seconda fase dello scale-up finanziato dal Fondo per la Repubblica Digitale che mette a disposizione 25 milioni di euro per promuovere formazione e orientamento in ambito STEM nelle scuole secondarie. Il bando è aperto fino alle ore 13 del 21 gennaio 2027 e punta ad avvicinare studenti e studentesse alle competenze scientifiche e digitali utili per le future scelte formative e professionali.
Dettagli del bando
Le proposte vanno presentate tramite il portale Re@dy e devono essere costruite da partenariati guidati da enti privati senza scopo di lucro, composti da un minimo di tre a un massimo di otto soggetti, con il coinvolgimento obbligatorio di almeno tre scuole. La dotazione è ripartita territorialmente: 14 milioni per Nord e Centro e 11 milioni per Sud e Isole; per target scolastico sono previsti 7 milioni per le scuole secondarie di primo grado e 18 milioni per le secondarie di secondo grado.
Il bando favorisce la partecipazione di progetti già sostenuti nella fase sperimentale di Polaris che abbiano dimostrato maggiore impatto: tali iniziative potranno ricevere una premialità per ampliare la scala di intervento, aumentare i beneficiari e consolidare le pratiche ritenute efficaci.
Contesto e obiettivi
Il lancio di Polaris+ si inserisce in un quadro di emergenti criticità nazionali sulle competenze digitali e STEM. Secondo dati Istat 2025, solo il 54,3% della popolazione tra 16 e 74 anni possiede competenze digitali di base; gli specialisti ICT rappresentano circa il 4,1% della forza lavoro e i laureati STEM circa l'1,5%, a fronte di una media europea del 4,5%. Si registra inoltre un marcato gender gap: le donne costituiscono circa il 17% dei professionisti ICT e il 16% dei laureati STEM. Il Rapporto Nazionale INVALSI segnala inoltre differenze territoriali con competenze matematiche e scientifiche più deboli al Sud e nelle Isole.
Per il Governo l'obiettivo è duplice: colmare i divari di competenza e orientare ragazze e ragazzi verso percorsi formativi coerenti con la trasformazione digitale. Il Fondo punta a sviluppare un approccio che valorizzi il talento e le inclinazioni personali, riduca stereotipi di genere e promuova inclusione territoriale.
Per Alessio Butti, sottosegretario con delega all'Innovazione tecnologica, il Governo è impegnato a rafforzare le competenze digitali delle nuove generazioni e Polaris+ rappresenta un impulso significativo al percorso avviato con la prima edizione.
Daria Perrotta, ragioniere generale dello Stato e presidente del Comitato di indirizzo strategico del Fondo, sottolinea il ruolo delle collaborazioni tra Governo e Fondazioni per ridurre i divari sociali e territoriali e per accompagnare gli studenti verso scelte consapevoli.
Giovanni Azzone, presidente di Acri, evidenzia l'importanza dell'orientamento per contrastare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e per diffondere modelli progettuali efficaci su scala più ampia.
Meccanismi di selezione e impatto atteso
Polaris+ propone un approccio di scale-up: poche iniziative di maggiori dimensioni riceveranno finanziamenti più consistenti con l'obiettivo di produrre evidenze di efficacia replicabili a livello nazionale. Il Fondo, nato dalla partnership tra Governo e Acri, finanzia progetti che coinvolgono vari target vulnerabili oltre agli studenti, con la finalità di sperimentare interventi di formazione e inclusione digitale e consegnare al decisore pubblico pratiche operative per future politiche.
I proponenti dovranno dettagliare indicatori di impatto, piano di scalabilità e strategie per ridurre il gap di genere e le disuguaglianze territoriali. La selezione privilegierà progetti in grado di raggiungere un numero elevato di beneficiari e di trasferire competenze STEM e ICT con metodologie valutabili.
Cosa cambia per scuole e operatori
Scuole, fondazioni, associazioni e soggetti del terzo settore interessati hanno quindi tempo fino al 21 gennaio 2027 per presentare candidature standardizzate tramite Re@dy. L'iniziativa potrebbe incidere sulla capacità di orientamento degli studenti nei prossimi anni e sullo sviluppo di un bacino di professionisti digitali più ampio e diversificato, se le pratiche efficaci verranno effettivamente replicate su scala nazionale.
Fonte: Agenzia Dire
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 30 settembre 2026