Professione commercialista: al Cnpr forum la sfida tra riforma e intelligenza artificiale
Al forum Cnpr a Napoli, politica e rappresentanti della categoria discutono regole, formazione e rischi occupazionali legati all'IA.
Nel Cnpr forum promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili a Napoli è emerso con forza il duplice tema che segna il futuro dei commercialisti: la riforma dell'ordinamento professionale e l'ingresso dell'intelligenza artificiale nelle pratiche quotidiane. I partecipanti hanno concordato sulla necessità di regole chiare e percorsi di formazione per evitare rischi di sovrastruttura normativa e impatti occupazionali.
Interventi principali
La parlamentare di Fratelli d'Italia Daniela Dondi ha aperto i lavori sottolineando che «l'IA dovrà essere un partner senza prendere il sopravvento» e che resteranno i professionisti al centro dell'attività e del rapporto con i clienti. Per Dondi l'orientamento deve essere al supporto, non alla sostituzione.
Da parte dell'opposizione, Antonio Misiani (Pd) ha avvertito sui rischi sociali connessi all'automazione: molte società di consulenza stanno già riducendo le assunzioni perché adottano software con IA. Misiani ha chiesto che il processo venga governato con norme sulla formazione e politiche del lavoro e fiscali adeguate.
Andrea De Bertoldi (Lega) ha posto l'accento sull'adeguamento dei compensi professionali, richiamando l'estensione dell'equo compenso e l'aggiornamento delle tariffe: misure che, secondo lui, servono a rendere la professione più attrattiva per i giovani.
Per Chiara Tenerini (Forza Italia) la grande sfida sarà la digitalizzazione e il rapporto rinnovato tra professionisti e pubbliche amministrazioni; ha chiesto al legislatore il coraggio delle semplificazioni per evitare che norme obsolete appesantiscano il sistema.
Giulio Centemero ha proposto una visione tecnologica: gli studi professionali possono diventare un ponte tra cittadini e amministrazione, sfruttando strumenti come la blockchain e gli smart contract per rendere l'IA uno strumento di produttività e non di sostituzione.
Il presidente dell'Associazione nazionale commercialisti, Marco Cuchel, ha richiamato la necessità di regole precise per l'uso dell'IA e di percorsi formativi per evitare la sostituzione del professionista, pur ritenendola un'ipotesi ancora remota.
Secondo Marco Natali (Confprofessioni) occorre non farsi prendere dal panico: l'IA sarà un grande supporto, ma rischia di creare un divario tra chi si adegua e chi resta escluso dal mercato. La professione dovrà puntare sul rapporto di fiducia con il cliente e sul sistema di sostegno alle imprese.
Mario Michelino (Andoc) ha definito l'ingresso dell'IA nella professione come già avvenuto «a gamba tesa»: serve governarla e mantenere la conoscenza di base del commercialista come presidio di controllo, oltre a riconoscere specifiche esclusive nelle materie contabili.
Domenico Posca (Unico) ha detto di attendersi di più dagli strumenti tecnologici che dalle novità normative, ricordando che la categoria è storicamente caratterizzata dalla mancanza di esclusive di mercato.
Loredana Lesto (ANC) ha messo in guardia sulla velocità del progresso tecnologico e sulla necessità di governare l'avanzamento dell'IA, anche nel contesto del progetto di riforma fiscale.
Il ruolo sociale e intellettuale del commercialista è stato richiamato da Sabatino Broccolini, che ha chiesto una nuova disciplina capace di ridurre la burocrazia e tutelare il ruolo centrale della categoria nell'economia del Paese.
Durante la chiusura, coordinata da Anna Maria Belforte, Paolo Longoni ha ricordato che la riforma si definirà con i decreti attuativi, chiamati a sciogliere molti nodi aperti. L'accesso anticipato con il tirocinio di 18 mesi durante l'ultimo biennio della laurea magistrale è considerato un passo per rendere la professione più attrattiva, ma non sufficiente a invertire la crisi delle vocazioni.
In sintesi, al Cnpr forum è prevalsa una linea pratica e cauta: l'IA è vista come opportunità di efficienza ma impone norme, formazione e adeguamenti retributivi per preservare l'occupazione, il valore professionale e la tutela dei cittadini e delle imprese.
Fact Check
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Verificato il: 21 settembre 2026