Quasi 25 milioni di italiani non pagano l'Irpef: otto milioni sostengono il 65% del carico fiscale

Rapporto Itinerari Previdenziali: una minoranza di contribuenti finanzia la maggior parte del welfare mentre 24,8 milioni dichiarano nulla o quasi.

A cura di Redazione Redazione
24 settembre 2026 15:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Quasi 25 milioni di italiani non pagano l'Irpef: otto milioni sostengono il 65% del carico fiscale -
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Il sistema fiscale italiano sta mostrando una forte concentrazione del prelievo: secondo l'ultimo Osservatorio Itinerari Previdenziali, presentato al Cnel, circa 8 milioni di contribuenti che dichiarano in media 35.000 euro lordi annui versano il 65% dell'Irpef totale, mentre quasi 24,8 milioni di italiani non dichiarano redditi e quindi contribuiscono poco o nulla alle imposte dirette.

I dati presentati illustrano un quadro finanziario complesso: il totale dei redditi prodotti nel 2024 e dichiarati nel 2025 ammonta a 1.076 miliardi e il gettito Irpef netto è stato di 216,24 miliardi (193,316 miliardi per l'Irpef ordinaria più addizionali regionali e comunali). Queste cifre mettono in evidenza la disomogeneità della base imponibile e la pressione fiscale concentrata su una quota limitata di contribuenti.

I numeri in dettaglio

L'Osservatorio rileva che i dichiarante sono 42.837.963 persone, mentre i versanti effettivi d'imposta sono 34.105.072 soggetti che hanno pagato almeno 1 euro di Irpef. Tra i contribuenti, quelli con redditi fino a 29.000 euro rappresentano il 69,78% del totale ma pagano solo il 21,33% dell'Irpef. Al contrario, chi dichiara 35.000 euro lordi e oltre è il 18,78% dei contribuenti ma versa il 65% dell'imposta.

L'analisi del profilo di spesa del welfare mostra come, nel 2024, siano stati destinati 138,33 miliardi alla sanità, 180,5 miliardi all'assistenza sociale e 13,5 miliardi al welfare degli enti locali. Per finanziare queste funzioni si è reso necessario ricorrere in larga parte alle imposte dirette, per un totale di circa 325,27 miliardi, con ulteriore pressione su altre entrate e ricorso al debito.

Nel dettaglio fiscale, i contribuenti con redditi fino a 7.500 euro lordi sono 7.968.832 e pagano in media 19 euro di Irpef annui; chi ha redditi tra 7.500 e 15.000 euro (7.426.239 soggetti) paga in media 204 euro. Un contributo medio che, evidenziano gli analisti, è ben al di sotto del costo pro capite della sanità (2.347 euro nel 2024).

Per gli scaglioni intermedi, i redditi tra 15.000 e 20.000 euro comprendono 4,79 milioni di cittadini con un'imposta media di 1.773 euro, mentre tra 20.000 e 26.000 euro si registrano 6,65 milioni di contribuenti con un versamento medio di 3.284 euro. Questi numeri illustrano la disomogeneità del carico fiscale rispetto ai servizi pubblici erogati.

Le conseguenze politico-economiche emergono nelle reazioni dei relatori: per Stefano Cuzzilla, presidente di Cida, i dati pongono la questione della redistribuzione senza reciprocità, con meno del 19% dei contribuenti che sostiene quasi due terzi dell'Irpef. Il professore Alberto Brambilla definisce l'attuale meccanismo come una «enorme redistribuzione di ricchezza» che grava sulle imposte dirette, lasciando alle imposte indirette e al debito il finanziamento di altre funzioni statali.

Questi rilievi sollevano interrogativi concreti sulla sostenibilità del welfare, sull'efficacia della spesa assistenziale — salita da 73 a oltre 180 miliardi in sedici anni senza una riduzione corrispondente della povertà — e sulla necessità di misure mirate per contrastare l'evasione fiscale e ampliare la base dei contribuenti.

Il Rapporto indica possibili linee di intervento: redistribuire in modo più mirato le risorse, alleggerire la pressione sui contribuenti che dichiarano integralmente il reddito, intensificare il contrasto all'evasione e orientare il welfare verso l'autonomia lavorativa dei beneficiari. Queste proposte puntano a riequilibrare la relazione tra diritti e responsabilità nel finanziamento del sistema pubblico.

Per ora, però, i numeri restano un monito: la narrazione diffusa secondo cui «tutti sono oppressi dalle tasse» non trova riscontro nei dati, che mostrano invece una forte concentrazione del carico fiscale su una minoranza e una larga fetta della popolazione che contribuisce poco o nulla. Il dibattito politico e sindacale dovrà confrontarsi con questa realtà per definire scelte di politica fiscale e sociale più eque e sostenibili.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 24 settembre 2026

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