Radici in movimento: a Reggiolo il patto per una nuova governance della Pianura Reggiana
Tre giorni a Reggiolo uniscono istituzioni, imprese, università e giovani per definire strategie su innovazione, formazione e abitare.
A Reggiolo si è tenuta la tre giorni 'Radici in Movimento', un'iniziativa che ha riunito istituzioni, imprese, Terzo Settore, Università e giovani per definire un nuovo modello di sviluppo della Pianura Reggiana. L'evento, promosso dalla Fondazione Officina Belle Arti e ideato da Fabio Storchi e dal sindaco Roberto Angeli, mira a trasformare il passaggio generazionale in un'occasione di rigenerazione territoriale.
L'incontro si inserisce nel contesto del Patto per lo sviluppo della Pianura Reggiana, sottoscritto da Confindustria Reggio Emilia, 15 Comuni della Bassa Reggiana e la Regione Emilia-Romagna, con l'obiettivo di costruire una strategia condivisa su competitività, capitale umano, innovazione, lavoro e abitare. Alla tre giorni hanno partecipato rappresentanti dei 15 Comuni, imprenditori locali e referenti regionali per confrontarsi su azioni concrete e governance comune.
Metodologie e numeri
Tra i temi centrali è emersa la rilettura degli indicatori di sostenibilità proposta dal modello NeXt Esg: quattro direttrici — conoscere, riconoscersi, connettere, innovare — che ricompongono economia, lavoro, inclusione e coesione sociale in una prospettiva di economia civile. Lorenzo Semplici, responsabile del Centro Studi e Valutazioni di NeXt, ha insistito sulla necessità di una sostenibilità partecipata che coinvolga imprese, amministrazioni e cittadini come parti dello stesso ecosistema.
Il tessuto produttivo della provincia è stato descritto da Alessandro Malavolti, presidente di Confindustria Reggio Emilia: circa 5.000 industrie e 2.000 imprese artigiane sono chiamate a confrontarsi con robotica, automazione e intelligenza artificiale. Malavolti ha avvertito che molte figure professionali tradizionali potranno scomparire, rendendo formazione e riqualificazione prioritarie per cogliere le opportunità della trasformazione tecnologica.
Il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla, ha richiamato la necessità di un presidio pubblico per accompagnare gli effetti della transizione industriale e dell'intelligenza artificiale. Senza politiche pubbliche adeguate, ha sottolineato, la tecnologia rischia di amplificare polarizzazioni sociali e territoriali, rendendo essenziali investimenti in formazione, abitare, servizi e politiche sociali.
Generatività territoriale e passaggio generazionale
Al centro del dibattito è emerso il concetto di territorio generativo: non più solo luogo di conservazione delle opportunità, ma ambiente capace di crearne di nuove tramite reti tra competenze, imprese, cultura e partecipazione. Leonardo Becchetti ha richiamato il valore dell'Economia Civile, che mette insieme valore economico e valore sociale, puntando su relazioni, fiducia e partecipazione come leve di sviluppo.
Il tema del passaggio generazionale è stato affrontato come processo complesso: secondo Fabio Storchi l'eredità non è solo successione imprenditoriale, ma trasferimento di valori, competenze e relazioni che i giovani devono trasformare con nuovi strumenti. L'obiettivo dichiarato è passare da giovani destinatari di politiche a giovani protagonisti delle scelte territoriali.
Un esempio concreto del coinvolgimento giovanile è il contributo degli studenti del Dipartimento di Economia e Comunicazione dell'università locale, che hanno curato l'identità visiva di 'Radici in Movimento', trasformando partecipazione e apprendimento in risultati pratici.
Per tradurre la visione in azioni, i partecipanti hanno indicato una serie di priorità operative: progetti infrastrutturali e formativi, politiche abitative, welfare territoriale, incentivi all'innovazione e spazi di protagonismo per le nuove generazioni. La sfida dichiarata è costruire una governance condivisa capace di coordinare interventi tra sistema produttivo e amministrazioni locali.
La tre giorni di Reggiolo disegna quindi una roadmap culturale e politica che punta a rendere la Pianura Reggiana più dinamica, attrattiva e competitiva. Il prossimo passo sarà il monitoraggio delle iniziative concordate e la loro traduzione in progetti concreti, con l'attenzione su formazione, lavoro e capacità di attrarre competenze e investimenti.
Fact Check
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Fonte:
Verificato il: 15 settembre 2026