Ranucci attacca le nuove nomine di Report: «La meritocrazia fa rumore quando la si scavalca»

Il giornalista replica alle critiche dopo aver definito «mediocre» la scelta dei nuovi conduttori: accuse di mancanza di merito e di lealtà interna.

A cura di Redazione Redazione
01 settembre 2026 11:05
Ranucci attacca le nuove nomine di Report: «La meritocrazia fa rumore quando la si scavalca» -
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Il caso e la replica di Ranucci

Sigfrido Ranucci, volto storico di Report, ha risposto attraverso i suoi canali social alle critiche seguite alle sue affermazioni sulla nomina di Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti come nuovi conduttori del programma. Ranucci ha ribadito di aver definito «mediocre» la scelta della direzione del programma, precisando però che non metteva in discussione la professionalità dei due giornalisti.

Nel suo lungo intervento Ranucci cita la replica di Piervincenzi pubblicata su «Domani» e spiega il senso della sua critica: non è la qualità del lavoro individuale il punto in discussione, ma la idoneità a dirigere «un programma di inchiesta di prima serata». Secondo Ranucci la Rai avrebbe giustificato le nomine facendo riferimento a un concorso vinto, ma si tratterebbe di un concorso pensato per coprire posti nelle redazioni regionali, che valuta la capacità di stare in video e leggere un testo breve, non di condurre una trasmissione di inchieste di oltre 160 minuti.

Ranucci ripercorre la propria carriera per motivare la sua posizione: entrato in Rai 36 anni fa, ha lavorato come assistente, programmista, regista, redattore al Tg3, inviato nei Balcani, a New York dopo l'11 settembre e in Iraq e Sumatra. Nel 2006 è arrivato a Report dopo scoop nazionali e internazionali, tra cui l'intervista smarrita di Paolo Borsellino e un'inchiesta sull'uso di armi chimiche a Falluja. Ranucci sottolinea che la sua scelta fu fatta «per merito» e che il merito «non fa rumore quando arriva, fa rumore solo quando qualcuno prova a scavalcarlo».

Al centro della polemica c'è inoltre una frattura interna alla redazione. Ranucci accusa Giulia Presutti di aver tenuto nascosti accordi già chiusi con i vertici aziendali, mentendo per settimane ai colleghi e alla squadra di inviati. Secondo il giornalista, Presutti aveva collaborato a Report con contributi tipo «Lab», ma non aveva mai firmato un'inchiesta principale; era poi tornata in trasmissione dopo un periodo fuori per motivi economici e personali. Ranucci afferma di averla riaccolta, ma ora sostiene che il suo comportamento rischi di «distruggere Report», definendone l'atteggiamento incline all'opportunismo più che al coraggio.

La replica analizza anche il curriculum di Piervincenzi: Ranucci ricorda le passate conduzioni di Popolo Sovrano con ascolti che oscillavano tra il 2,4% e il 3,8% e riconosce la partecipazione di Piervincenzi a inchieste come quella sul caso del diplomatico Attanasio in Congo, lavoro però classificato dallo stesso Ranucci come parte dei «Lab», cioè contributi esterni al nucleo principale di Report.

La vicenda riapre il dibattito sulla meritocrazia nelle nomine in Rai e sulla gestione interna delle redazioni di inchiesta. Ranucci invoca la difesa della storia e della squadra di Report, ricordando il rischio per la credibilità del programma quando scelte di vertice vengono percepite come poco trasparenti o non basate sul merito. Dal testo pubblicato non emergono repliche ufficiali immediate da parte dei nuovi conduttori o di altre fonti aziendali oltre alla giustificazione del concorso richiamata nella nota citata.

Fonte: Agenzia Dire. Tutte le citazioni qui riportate riflettono le dichiarazioni rese pubbliche dal diretto interessato sui suoi canali.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 01 settembre 2026

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