Riformisti Pd chiedono primarie aperte e avvertono il M5S: «Sostegno militare a Kiev non trattabile»
A Prato i riformisti dem propongono primarie a doppio turno e ribadiscono il supporto militare all'Ucraina, monito all'alleanza con il M5S.
All'assemblea nazionale dei riformisti dem «Cambiare!», svoltasi alla Casa del popolo di Coaiano a Prato, i dirigenti del Pd hanno lanciato un messaggio chiaro: primarie aperte a doppio turno e sostegno militare a Kiev non negoziabile, con un avviso rivolto al Movimento 5 Stelle di non chiedere la rinuncia a questa linea. L'appuntamento ha messo in evidenza la tensione tra la necessità di coesione di coalizione e la difesa dell'identità del Partito democratico.
Giorgio Gori, eurodeputato e volto dei riformisti, ha richiamato la centralità delle primarie nel Dna del Pd e ha proposto la formula del doppio turno per allargare la partecipazione: «Non si deve avere paura delle primarie, è la nostra cifra costitutiva». Gori ha citato i precedenti del 2012 e del congresso 2022, sottolineando i numeri delle partecipazioni come argomento a favore di una scelta aperta e inclusiva.
Sul piano politico-organizzativo Gori ha avvertito contro regole restrittive o «norme ad personam» che potrebbero chiudere il campo. Per lui il Pd deve «esercitare la sua forza», mantenendo una specificità riconoscibile rispetto agli alleati: i riformisti, ha spiegato, sono utili per allargare la proposta a parti di società che diversamente non seguirebbero il centrosinistra.
Tema cardine dell'assemblea è stato il sostegno all'Ucraina: Gori ha ribadito che la posizione del Pd, condivisa anche dal Partito del Socialismo Europeo e sottoscritta dalla segretaria Elly Schlein, richiede il rafforzamento dell'aiuto militare contro la minaccia russa e «deve essere considerata non trattabile». Il richiamo alla coerenza internazionale è stato presentato come condizione per qualsiasi strategia di pace.
A margine dell'iniziativa è intervenuto anche Lorenzo Guerini, che ha definito il supporto a Kyiv «un punto irrinunciabile»: secondo il deputato è necessario aiutare la resistenza ucraina per mantenere la pressione sulla Russia e rendere possibile il negoziato. «Non facciamo passi indietro», ha scandito Guerini, aggiungendo che le ragioni della posizione Pd andranno spiegate anche, ha detto ironicamente, «con i disegnini» a chi le mette in discussione dentro la coalizione.
Guerini ha inoltre collegato la linea estera a scelte strategiche per la campagna elettorale: il Pd, ha avvertito, deve puntare a vincere non solo per sostituire la destra al governo ma anche per contrastare una possibile «torsione ancora più a destra» e l'onda nera in Europa. Sulle alleanze interne il messaggio è chiaro: unità sì, ma non a qualunque costo se il prezzo è la rinuncia ai valori fondamentali del partito.
La discussione interna lanciata a Prato apre ora un doppio fronte per il Pd: la definizione delle regole per le primarie e la gestione dei rapporti con il M5S sulla politica estera. Entrambi i nodi, hanno rimarcato i riformisti, avranno implicazioni dirette sulla capacità della coalizione di presentarsi unita e credibile alle prossime elezioni, preservando al contempo un'identità politica distinta e una posizione ferma sul sostegno all'Ucraina.
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Verificato il: 26 settembre 2026