Salvini spinge per uno scostamento 'da miliardi': deficit al 3,1% e M5S avverte: «Non per le armi»

Il ministro chiede una manovra espansiva nonostante il deficit Istat; tensione tra governo e M5S sulla possibile destinazione delle risorse.

A cura di Redazione Redazione
22 settembre 2026 18:05
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Salvini spinge per uno scostamento 'da miliardi': deficit al 3,1% e M5S avverte: «Non per le armi» -
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Il ministro Matteo Salvini ha rilanciato oggi la richiesta di uno scostamento di bilancio «da miliardi» per sostenere investimenti e cantieri, nonostante l'Istat abbia certificato un deficit pubblico al 3,1% che complica le prospettive di uscita dalla procedura di infrazione. Il richiamo è avvenuto durante un punto stampa a Berlino, dove Salvini ha affermato che la manovra dovrà essere «coraggiosa» e che «allo zero virgola» non attribuisce rilevanza rispetto all'esigenza di supportare la «potenza industriale» italiana.

Cos'è lo scostamento di bilancio

Lo scostamento di bilancio è una deroga temporanea agli obiettivi di finanza pubblica che autorizza un aumento del deficit previo voto parlamentare. Viene usato in caso di «particolari necessità», ma comporta un maggiore indebitamento e può allontanare l'Italia dagli obiettivi di medio termine del Patto di stabilità europeo.

Salvini ha quantificato la necessità almeno in 20 miliardi, spiegando che solo per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti servirebbero diverse decine di miliardi per adeguare appalti già assegnati all'aumento dei prezzi e per evitare lo stop di cantieri finanziati, citando in particolare opere di RFI e ANAS. Al meeting di Rimini aveva parlato di 6-8 miliardi per specifici interventi, oggi ha ribadito l'urgenza di stanziamenti maggiori.

Contenuto del ragionamento di Salvini

Durante il punto stampa Salvini ha detto: "È evidente che serve uno scostamento di bilancio da miliardi" e ha richiamato il contesto internazionale con «due guerre in corso» come fattore che aggrava costi energetici e dei carburanti. Ha inoltre suggerito un contributo delle banche, osservando che utili aggregati potrebbero essere in parte utilizzati per finanziare opere pubbliche: "se invece di chiudere con 50 miliardi chiudessero con 46-47 miliardi di utili non penso che nessun banchiere piangerebbe".

A livello governativo, Salvini non è isolato: il ministro Adolfo Urso ha dichiarato che "non è lo 0,1% che può fermare l'Italia" riguardo alla possibile maggiore spesa per investimenti e sviluppo.

Reazioni politiche e vincoli europei

I dati Istat che collocano il deficit al 3,1% hanno suscitato preoccupazione anche tra esponenti della maggioranza: il ministro Giancarlo Giorgetti ha ammesso che con questi numeri "tramonta la speranza" di uscire dalla procedura di infrazione. Le opposizioni hanno colto l'occasione per parlare di "fallimento" del governo, con il Pd che chiede le dimissioni e Giuseppe Conte che critica ulteriori tagli e la «crescita zero» del passato.

Il Movimento 5 Stelle ha lanciato un monito netto: "Non osiate fare scostamenti per aumentare le spese militari", avvertono i deputati M5S Arnaldo Lomuti e Marco Pellegrini. I parlamentari della Commissione Difesa sottolineano che la mancata uscita dalla procedura d'infrazione rende «finanziariamente insostenibile» un aumento straordinario delle spese militari, anche se inferiore ai piani iniziali del governo. Il rischio, sostengono, sarebbe quello di ereditare al prossimo esecutivo una situazione che comprimerebbe gli spazi per investimenti in crescita e welfare.

Impatti attesi e scenari

Gli effetti di un eventuale scostamento dipendono da entità, destinazione e coperture. Un aumento del deficit potrebbe temporaneamente sostenere la domanda e completare opere già finanziate, ma rischia di complicare le relazioni con la Commissione europea e di posticipare il rientro verso i parametri di bilancio. Il governo dovrà quindi bilanciare l'urgenza di interventi immediati con la necessità di non aggravare la posizione fiscale del Paese, tenendo conto anche delle pressioni politiche interne tra maggioranza e alleati.

Le prossime settimane saranno decisive: il confronto parlamentare dovrà autorizzare qualsiasi scostamento e la discussione si preannuncia serrata, soprattutto su destinazioni sensibili come le spese militari, che il M5S indica come linea rossa.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 22 settembre 2026

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