Sechi: «Contrapporre Mattarella e Meloni fa comodo alle opposizioni»
Il direttore Mario Sechi a Retequattro: nessuno scontro tra Colle e Governo, focus su scuola, economia e sostegno a Kiev.
ROMA — Ospite della trasmissione "10 minuti" su Retequattro, Mario Sechi ha delineato una lettura comprensiva del quadro politico italiano, insistendo sul fatto che non esiste una contrapposizione vera tra il Quirinale e Palazzo Chigi. Secondo il direttore dell'Agenzia Dire, «contrapporre Mattarella e Meloni fa comodo alle opposizioni», una narrazione che sposta l'attenzione dal merito delle misure al gioco politico.
Analisi interna: scuola, opposizioni e misure economiche
Sulla questione dell'integrazione scolastica e dell'inclusione degli studenti stranieri, Sechi ha smentito categoricamente l'ipotesi di uno scontro istituzionale, sottolineando come il Presidente della Repubblica non abbia intenzione di respingere una legge che rispetti i diritti e le procedure formali. Il direttore ha definito tale ricostruzione come utile alle opposizioni per polarizzare il dibattito.
Rispondendo alle accuse di "propaganda elettorale" mosse contro l'esecutivo per interventi come il punto sul bollo auto o la carta alimentare, Sechi ha rimandato la critica: la campagna elettorale coinvolge tutte le forze politiche, compresa la sinistra. Ha ricordato che il bollo auto è una tassa odiata trasversalmente e che l'uso delle leve di governo rientra nel mandato dell'esecutivo di tutelare l'interesse nazionale.
Politica estera, pace e ricadute economiche
Dalla riflessione interna si è passati alla scena internazionale: richiamando le tesi del suo libro Occidente o niente, Sechi ha insistito sul ruolo dell'atlantismo nell'identità del centrodestra e sulla necessità di un approccio coerente alla guerra in Ucraina. Pur riconoscendo la stanchezza diffusa per il conflitto, il giornalista ha avvertito che i tentativi di mediazione concreti sono stati spesso attaccati dai cosiddetti presunti pacifisti.
Per Sechi, la realtà è che la guerra «continua a fare comodo a chi intende speculare politicamente», mentre la linea più utile resta il sostegno a Kiev unito a diplomazia e determinazione. Ha citato anche iniziative recenti di mediazione — incluso il ruolo evocato di Donald Trump in sede ONU — e ha criticato il pacifismo astratto che non produce risultati tangibili.
La dimensione estera, ha ricordato il direttore, impatta direttamente sulla vita quotidiana: la rottura della pax atlantica e l'invasione russa hanno inciso su energia e prezzi, traducendosi in costi su benzina, bollo e pressione fiscale per le famiglie.
Candidature e conti pubblici
Sui profili delle coalizioni, Sechi ha citato il caso Vannacci, osservando come l'assenza di una convergenza chiara renda difficile la sua coalizzabilità nei mesi a venire. Sul fronte economico ha richiamato l'attenzione sui dati Istat che indicano un deficit al 3,1% del PIL e sulle consuete revisioni statistiche che, a suo dire, dovrebbero essere messe in prospettiva.
Con lo scostamento di bilancio sul tavolo e il Paese in piena campagna elettorale, Sechi ha invitato a misure «straordinarie» e a guardare anche alla situazione di Francia e Germania prima di adottare autotassazioni simboliche: «Noi dobbiamo fare quello che è l'**interesse degli italiani».
Nei passaggi finali dell'intervento è emerso il filo conduttore della sua analisi: evitare divisioni istituzionali forzate, tenere insieme politica interna ed estera e rispondere ai problemi concreti dei cittadini con strumenti di politica pubblica, non con slogan politici.
Fact Check
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Verificato il: 22 settembre 2026