Sechi: 'Meloni ha vinto la sfida con Trump, i dazi minacciano tutti ma non l'Italia'

Secondo Mario Sechi Trump evita sanzioni contro l'Italia e punta alla Cina; tensioni su Iran e allerta sulla strategia russa in Europa.

A cura di Redazione Redazione
24 settembre 2026 15:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Sechi: 'Meloni ha vinto la sfida con Trump, i dazi minacciano tutti ma non l'Italia' -
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Il direttore dell'agenzia Dire, Mario Sechi, ha sostenuto che Giorgia Meloni ha vinto il confronto con Donald Trump: secondo Sechi, il presidente Usa "minaccia sanzioni contro tutti, ma non contro l'Italia" perché riconosce nella premier un interlocutore utile e popolare, anche presso l'elettorato italo‑americano. La ricostruzione è stata fornita nell'intervista rilasciata a 'Quante Storie' su Rai Tre e ripresa dall'agenzia Dire.

Dazi e il braccio di ferro con Trump

Sechi ha richiamato il gelo tra Meloni e Trump di qualche mese fa — l'episodio del selfie rimproverato dal presidente — ma ha sottolineato come, alla fine, la premier abbia avuto la meglio: 'Trump su tutti gli altri minaccia sanzioni, ma a noi no. Ecco perchè Meloni questa sfida l'ha vinta e bene', ha detto. Per Sechi il calcolo di Washington è anche elettorale: i voti degli italo‑americani potrebbero essere utili a Trump nelle competizioni interne, e ciò rende l'Italia un'eccezione rispetto alle minacce commerciali più generali.

Sechi ha inoltre ricordato il caso della Groenlandia e la controversia sulle missioni europee: la scelta italiana di non partecipare a determinate iniziative, e le prese di posizione del ministro Crosetto, avrebbero innescato la tensione, ma non fino a produrre sanzioni contro Roma. L'analisi mette in evidenza il peso della leadership europea e delle relazioni personali nel rapporto tra leader.

Guerra, la Cina e l'idea di un 'G2'

Nel corso della trasmissione Sechi ha affrontato anche il tema dei conflitti: ha definito Trump 'non un presidente di guerra' ma un leader che si è trovato a gestire guerre, con critiche sul fatto di non averle concluse. Secondo il direttore della Dire, la visione statunitense va letta sulla scacchiera globale, dove la vera sfida è la competizione con la Cina. In questo quadro, l'intervento sul settore energetico e le rotte di Hormuz assumono rilevanza strategica: 'chi è il maggior consumatore di petrolio di Hormuz? La Cina', ha osservato Sechi.

Sulla possibilità di un accordo oggi o domani tra potenze, Sechi ha ipotizzato che, se si raggiungesse un'intesa, si potrebbe parlare di un 'G2'; in assenza di intesa, invece, resta la paura di una 'trappola di Tucidide' con rischio di scontro tra Stati Uniti e Cina.

La minaccia russa e la coesione europea

Interpellato sulla notizia riportata da El Mundo circa una presunta minaccia russa all'Italia, alla Francia e alla Spagna, Sechi ha citato la smentita italiana e ha minimizzato l'allarmismo mediatico: 'Forse più che El Mundo è El Sola', ha scherzato. Tuttavia, ha precisato che la Russia rappresenta una certezza geopolitica dopo l'invasione dell'Ucraina e agisce come una forza con intenti imperiali, pur senza la capacità di avanzare rapidamente sul terreno.

Secondo Sechi, il Cremlino punta a un'Europa non coesa e valuta non tanto l'appartenenza politica dei partiti quanto il loro effetto sul consenso atlantico. A suo avviso, la vittoria di forze come la Linke a Berlino o l'ascesa dell'Afd possono favorire gli interessi russi, mentre un governo come quello di Meloni non risulta favorevole a Mosca.

Implicazioni immediate per la politica estera italiana sono, per Sechi, la necessità di mantenere un equilibrio tra solidarietà europea e rapporti transatlantici, oltre a gestire con cautela la visibilità internazionale del governo. L'analisi del direttore della Dire consegna uno scenario in cui le relazioni personali tra leader, interessi elettorali e logiche energetiche si intrecciano e orientano le scelte di Washington, Mosca e dei governi europei.

Fonte: Agenzia Dire — resoconto dell'intervista a Mario Sechi a 'Quante Storie' (Rai Tre).

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 24 settembre 2026

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