Senato approva la 'Melonellum': 113 sì tra proteste, il testo torna alla Camera
Approvata al Senato la riforma elettorale, tra cartelli dell'opposizione e applausi della maggioranza; la Camera la discuterà il 28 settembre.
Il Senato ha dato il via libera definitivo alla riforma della legge elettorale, soprannominata 'Stabilicum' o 'Melonellum', con 113 sì, 71 no e 2 astenuti. La deliberazione è avvenuta tra le proteste delle opposizioni e segnala l'ingresso del provvedimento nella fase finale del Parlamento.
Al momento del voto finale la maggioranza ha esultato e applaudito, mentre dai banchi del centrosinistra sono comparsi cartelli con la scritta No alla legge truffa. La componente Svp si è ufficialmente astenuta (con la segnalazione che la senatrice Aurora Floridia ha votato contro), e si sono registrate alcune fibrillazioni sugli emendamenti relativi alle preferenze, poi respinti.
Le novità
Il testo approvato a Palazzo Madama introduce una serie di modifiche al sistema di voto. Tra le principali misure emergono:
- Introduzione delle preferenze con capilista bloccati, una combinazione che cambia il rapporto tra voti e scelta dei candidati.
- Estensione del voto fuori sede per i caregiver familiari, per agevolare chi assiste persone non autosufficienti.
- Cancellazione della norma cosiddetta 'anti-cespugli', che mirava a limitare pratiche di liste frammentate.
- Aumento consistente delle firme richieste per la presentazione delle liste: almeno 6.000 sottoscrizioni per collegio per i nuovi partiti non presenti in Parlamento.
- Agevolazioni per la raccolta delle sottoscrizioni per gli eletti all'estero, con procedure semplificate.
- Modifica che ridisegna i collegi della provincia di Bolzano.
Il testo, dopo le modifiche apportate a Palazzo Madama, torna in terza lettura alla Camera, dove è già calendarizzato per la discussione generale il 28 settembre: è questo il prossimo passaggio parlamentare prima dell'eventuale approvazione definitiva.
Le misure sulle firme e sulle regole di accesso alle liste puntano a selezionare e a disciplinare l'accesso dei nuovi soggetti politici, mentre le novità su preferenze e capilista possono avere impatti concreti sulla composizione dei gruppi eletti e sulla rappresentanza territoriale.
Le reazioni politiche restano nette: le opposizioni hanno bollato la riforma come una 'legge truffa', denunciando una presunta manipolazione del sistema; la maggioranza, dal canto suo, ha difeso il testo come un passo verso una maggiore stabilità e governabilità. Durante i lavori sono state segnalate momentanee fibrillazioni interne alla coalizione, poi ricomposte prima del voto finale.
La discussione alla Camera sarà il prossimo banco di prova: eventuali altri emendamenti o ritocchi potrebbero arrivare in quella sede, ma al momento la riforma mantiene il sostegno della maggioranza di governo. Fonte: Agenzia Dire.
Fact Check
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Verificato il: 15 settembre 2026