Smantellata la “multinazionale” della pedopornografia su Telegram: 16 arresti, capi tra 22 e 28 anni

Operazione Fly Trap: sequestrati 282,9 GB, 22mila video e 34mila immagini; indagine guidata dalla Polizia Postale con HSI.

A cura di Redazione Redazione
17 settembre 2026 14:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Smantellata la “multinazionale” della pedopornografia su Telegram: 16 arresti, capi tra 22 e 28 anni -
Condividi

L'operazione Fly Trap ha portato allo smantellamento di una vera e propria organizzazione internazionale dedita al traffico e al commercio di materiale pedopornografico su Telegram: secondo la Procura di Roma sono stati eseguiti 16 arresti (tutti in Italia tranne uno in Svizzera) e un fermo per indiziato di delitto, con il sequestro di 282,9 gigabyte di materiale — oltre 22.000 video e 34.000 immagini diffuse in 98 Paesi.

L'indagine è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) del Servizio Polizia Postale, con il supporto dell'agenzia statunitense HSI (Homeland Security Investigations). L'attività investigativa si è svolta tra il 2024 e la fine del 2025 e, per la prima volta, ha visto un agente infiltrarsi sotto copertura all'interno dei gruppi criminali.

Secondo il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, il gruppo aveva assunto una struttura paragonabile a quella di una multinazionale o di una società quotata: canali privati, ruoli organizzativi distinti e una modalità di monetizzazione dei contenuti. L'accesso alla comunità privata — denominata anche con varianti come New Saga e «La Zanzara» — avveniva dietro pagamento in criptovalute (donazioni tra 3 e 9 dollari/euro al mese) o tramite la condivisione di nuovo materiale illecito.

Le indagini hanno documentato l'uso di strumenti tecnici avanzati per garantire l'anonimato e la conservazione dei file: server virtuali, servizi di cloud, bot automatizzati per la gestione degli utenti e cartelle crittografate. Gli amministratori utilizzavano canali privati e una stanza interna detta "La Sala dei Re" per coordinare la diffusione e la promozione dei gruppi, evitando il tracciamento da parte delle forze dell'ordine.

Dalle attività investigative e dalle 23 perquisizioni locali, personali e informatiche sono scaturiti anche 10 arresti in flagranza per detenzione di ingenti quantità di materiale pedopornografico. Le misure cautelari richieste dalla Procura hanno portato all'emissione di 6 ordinanze di custodia cautelare dal GIP di Roma, con provvedimenti eseguiti nei confronti di amministratori e partecipi residenti in diverse province italiane e di un cittadino svizzero.

Il profilo dei vertici arrestati ha colpito gli inquirenti: i cosiddetti "capi" hanno un'età compresa tra 22 e 28 anni. Il sostituto procuratore Maria Teresa Gerace ha ricordato che alcune delle attività del gruppo risalgono al 2020, per cui alcuni componenti avrebbero iniziato quando erano minorenni; molti sono giovani che si sono conosciuti in contesti online legati al gioco e poi hanno costituito ruoli amministrativi nel network criminoso.

L'operazione è nata da una segnalazione di HSI che ha permesso di georeferenziare uno dei responsabili: da quella traccia è partita la complessa attività di de-anonimizzazione e la costruzione di un rapporto fiduciario con gli amministratori, fino all'ottenimento di accrediti da co-amministratore in diversi gruppi per documentare le condotte illecite dall'interno.

Le autorità hanno sottolineato che le attività investigative proseguiranno: sono in corso l'analisi completa del materiale sequestrato e l'individuazione delle vittime. La Procura ha contestato reati quali associazione per delinquere finalizzata alla detenzione, commercio, divulgazione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico; i dettagli processuali e le imputazioni saranno definiti con le successive formalizzazioni giudiziarie.

Il procuratore Lo Voi ha definito il fenomeno un "commercio indegno di minori", evidenziando l'orrore e la pericolosità della rete criminale smantellata. La Polizia Postale ha inoltre ricordato la centralità della cooperazione internazionale e delle tecniche investigative digitali nella lotta a reti diffuse globalmente che sfruttano piattaforme e criptovalute per eludere i controlli.

Resta aperta la fase di accertamento: gli inquirenti continueranno a esaminare i file e a ricostruire la rete dei contatti e delle transazioni, con l'obiettivo di identificare tutte le vittime e di ricondurre pienamente ogni responsabilità a singoli e organizzazioni coinvolte.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 17 settembre 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Gazzetta Social