Sos latte in Sardegna: caldo estremo riduce fino al 20% la produzione, Arborea chiede interventi straordinari

Studio Uni Sassari: l'80% degli allevamenti sardi colpito, perdite stimate 15–20 mln di litri; Arborea sollecita sostegni regionali per il 2026.

A cura di Redazione Redazione
23 settembre 2026 14:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Sos latte in Sardegna: caldo estremo riduce fino al 20% la produzione, Arborea chiede interventi straordinari -
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La cooperativa Latte Arborea lancia l'allarme sul comparto bovino da latte della Sardegna dopo uno studio con il dipartimento di Agraria dell'Università di Sassari che attribuisce allo stress da caldo un impatto produttivo significativo. Il presidente Remigio Sequi, che rappresenta 146 aziende socie, ha chiesto all'assessore regionale all'Agricoltura Francesco Agus un intervento straordinario e l'apertura di un tavolo tecnico per definire misure di sostegno concrete.

Dati dello studio

Secondo l'analisi, circa l'80% degli allevamenti del polo territoriale mostra una marcata stagionalità produttiva legata allo stress termico. Le perdite complessive sono stimate in 15–20 milioni di litri l'anno, di cui 5–6 milioni imputabili esclusivamente alle ondate di calore estive. Durante i picchi termici il calo produttivo può raggiungere il 20%, accompagnato da un peggioramento della qualità del latte e della fertilità degli animali. Le stalle che hanno mantenuto i volumi produttivi lo hanno fatto sostenendo costi energetici molto elevati per la ventilazione forzata e altre misure di mitigazione.

Richieste e proposte della cooperativa

Arborea sollecita alla Regione un intervento 2026 straordinario diretto agli allevatori per tutelarne il reddito e impedire la riduzione del patrimonio bovino. Sequi ha indicato come modello le misure di sostegno del 2022, auspicando una formula fiscale e finanziaria che non gravino sul de minimis e che sia adattata alle specificità agrozootecniche locali. Proposte operative menzionate includono un'articolazione per fasce dimensionali e un criterio proporzionale per capo al fine di distribuire l'aiuto in base alla struttura aziendale.

Contemporaneamente Arborea ha chiesto l'istituzione di un tavolo tecnico con assessorato, organizzazioni agricole e rappresentanti della filiera per approfondire l'impatto climatico, individuare interventi urgenti e definire strumenti di sostegno mirati.

Contesto economico e rischi per la filiera

La cooperativa evidenzia come lo scenario sia aggravato da fattori economici: il prezzo del latte risulta notevolmente più basso rispetto al 2025, la movimentazione dei capi è condizionata da blocchi logistici, e i costi energetici, delle materie prime e dei trasporti sono in aumento. Anche l'incidenza dell'ETS sulle tariffe marittime pesa sui costi di filiera. Per Arborea la combinazione di calo produttivo stagionale e rincari mette a rischio la continuità produttiva, l'occupazione e la strategicità del comparto lattiero-caseario regionale.

Le autorità regionali verranno messe a conoscenza dei dati quantitativi presentati dallo studio; la richiesta principale è che qualsiasi misura di sostegno sia tempestiva, diretta e calibrata sulle dimensioni aziendali per evitare fenomeni di abbandono o riduzione significativa del patrimonio zootecnico.

L'allarme di Arborea arriva mentre il mondo agricolo si prepara a valutare gli strumenti disponibili per mitigare l'impatto climatico e salvaguardare la produzione locale di latte, considerando sia interventi economici sia misure tecniche per la resilienza delle stalle.

Fonte: Agenzia Dire. (photo credit: arborea1956/web)

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 23 settembre 2026

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