Tajani: "Lo stop agli scambi con le colonie va deciso con l'Ue"
Il ministro: misure europee e mirate, no a sanzioni che colpiscano la società civile israeliana; tema al question time e all'Onu.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato stamattina alla Camera che una decisione sullo stop agli scambi con i territori dei coloni in Cisgiordania deve essere concordata a livello Ue. Al question time, Tajani ha sottolineato la necessità di "misure unitarie" per garantire un'azione efficace e coerente e ha escluso sanzioni indiscriminate che possano colpire la società civile israeliana.
Tajani ha ribadito che l'Italia mantiene "una linea ferma sull'annessione e sull'espansione degli insediamenti" e ha condannato le violenze dei coloni, rimarcando il sostegno alla prospettiva dei due Stati che vivano insieme pacificamente. Il ministro ha annunciato che ribadirà questa posizione la prossima settimana all'Assemblea generale dell'Onu.
Secondo Tajani, le eventuali sanzioni devono essere mirate contro chi commette violenze, per evitare il rischio di rafforzare i movimenti estremisti. "Non possiamo permettere che provvedimenti non selettivi abbiano l'effetto opposto a quello desiderato", ha detto, sottolineando l'importanza del coordinamento con i partner europei.
Contesto e implicazioni Ue
La richiesta di Tajani si inserisce nel dibattito in corso a livello europeo su come reagire alla politica di insediamento israeliana nei territori occupati. Misure come il divieto di scambi o la sospensione di accordi commerciali e dell'associazione Ue-Israele sono state discusse in passato, ma l'Italia chiede ora una risposta concertata per evitare discrepanze tra Stati membri e effetti collaterali non voluti.
Le preoccupazioni espresse dal governo italiano riguardano soprattutto l'impatto sulle comunità civili e la possibile polarizzazione politica: misure generiche, secondo la Farnesina, potrebbero erodere il sostegno ai canali di dialogo e favorire chi predilige la linea del conflitto.
Dichiarazioni parlamentari e prossime tappe
La presa di posizione di Tajani è arrivata in sede di question time alla Camera dei Deputati, dove l'esecutivo è stato sollecitato a chiarire la posizione italiana su insediamenti, sospensione dell'accordo di associazione Ue-Israele e riconoscimento dello Stato di Palestina. Il ministro ha riconfermato la volontà di parlare della questione all'Onu, dove sono attese ulteriori dichiarazioni nelle prossime sessioni.
Resta aperto il confronto con gli altri partner europei sulle modalità e sui tempi di eventuali provvedimenti: l'Italia propone un approccio coordinato che distingua tra responsabili diretti di violenze e popolazione civile, per minimizzare ripercussioni umanitarie e politiche.
L'Agenzia Dire è fonte delle dichiarazioni in aula riportate nel corso del question time.
Fact Check
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Verificato il: 16 settembre 2026