Tetto del 30% agli stranieri in classe: quanti studenti sarebbero interessati?

Il ministero propone un limite già previsto da una circolare del 2010: i dati Ismu mostrano però una presenza non uniforme sul territorio.

A cura di Redazione Redazione
21 settembre 2026 23:04
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Tetto del 30% agli stranieri in classe: quanti studenti sarebbero interessati? -
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Il governo ha annunciato l'intenzione di introdurre un tetto del 30% per la presenza di studenti con cittadinanza non italiana in ogni classe, misura anticipata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e sostenuta dal ministero guidato da Giuseppe Valditara. I numeri nazionali indicano che la platea interessata è complessivamente molto inferiore alla soglia proposta: secondo la Fondazione Ismu Ets, gli alunni con cittadinanza non italiana sono 931.323 su poco più di 8 milioni di studenti, ovvero circa l'11,6% della popolazione scolastica.

Dati per ordine di scuola

La presenza degli alunni con cittadinanza non italiana varia per ordine di scuola: la quota più alta è nella scuola primaria (13,7%), seguita dalla scuola dell'infanzia (12,7%) e dalla secondaria di primo grado (12,6%). Nella secondaria di secondo grado l'incidenza scende sotto il 9%. Complessivamente il profilo di genere è bilanciato: il 48,4% sono studentesse e il 51,6% studenti, con un lieve sorpasso delle ragazze nella secondaria di secondo grado.

Orientamenti nei percorsi secondari

Tra gli studenti con cittadinanza non italiana frequentanti la secondaria, circa 95 mila (che corrispondono al 40% di questo gruppo) scelgono gli istituti tecnici, una presenza superiore rispetto agli studenti di origine italiana, per i quali gli istituti tecnici rappresentano meno di un terzo. Esiste inoltre un "divario liceale": i licei sono costituiti per il 52% da studenti di origine italiana, mentre gli studenti non italiani sono meno di un terzo. In sintesi, 14,6 su 100 studenti non italiani frequentano un istituto professionale, 10,6 un istituto tecnico e 5,3 un liceo.

Distribuzione territoriale

La concentrazione territoriale è marcata: oltre il 65% degli studenti con cittadinanza non italiana frequenta scuole del Nord (37,6% nel Nord-Ovest e 27,4% nel Nord-Est). Il Centro accoglie il 21,4%, il Sud il 9,5% e le Isole il 3,8%. La Lombardia è la regione con il maggior numero assoluto (237 mila alunni non italiani), seguita da Emilia-Romagna (12,2%) e Veneto (10,8%), mentre Valle d'Aosta, Molise, Basilicata e Sardegna contano meno dell'1% del totale nazionale.

Studenti con disabilità

Negli ultimi dieci anni il totale degli alunni con disabilità è raddoppiato: sono oggi circa 377 mila (pari al 4,8% degli iscritti). Tra gli alunni con cittadinanza non italiana, quelli con disabilità rappresentano il 15,8% del loro totale, con incidenze particolarmente elevate in Lombardia (28%), Emilia-Romagna (26,4%) e Veneto (25,8%) (dati Ministero dell'Istruzione e Fondazione Ismu Ets, a.s. 2024/25).

Prospettive universitarie e lavoro

Le intenzioni dopo la scuola secondaria di secondo grado mostrano differenze significative: il 57,8% degli studenti italiani dichiara di voler proseguire con l'università, contro il 44% degli studenti con cittadinanza non italiana. Al contrario, il 24,6% degli studenti non italiani intende cercare lavoro subito, rispetto al 16,8% degli italiani; tra i ragazzi arrivati più recentemente questa quota sale al 31,1%. Anche il divario di genere è marcato: tra le ragazze italiane il 68,5% vuole l'università (55% tra le ragazze straniere), mentre tra i ragazzi le percentuali sono 47,5% per gli italiani e 34,5% per i non italiani. Sul tema delle prospettive geografiche, il 37,9% degli studenti non italiani immagina il proprio futuro in Italia (45,6% tra gli italiani); il 7,9% pensa di tornare nel Paese d'origine, mentre il 30,5% considera di spostarsi verso un Paese terzo.

Impatto potenziale del tetto del 30%

Se il limite del 30% venisse introdotto in legge, l'effetto non sarebbe uniforme: alla luce dell'11,6% nazionale la misura non inciderebbe sulla maggior parte delle classi, ma potrebbe interessare fasce territoriali e singoli istituti con concentrazioni elevate, soprattutto nel Nord e in alcune aree urbane. Le statistiche di Ismu Ets mostrano che il tema riguarda più l'organizzazione locale e la distribuzione territoriale che una condizione nazionale omogenea. La discussione politica e istituzionale dovrà ora chiarire criteri di applicazione, eventuali eccezioni e le implicazioni sul piano educativo e dell'integrazione.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 21 settembre 2026

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