Ue adotta l’EU KIDS Act: social vietati ai minori di 13 anni, account personali da 15 anni

La Commissione introduce limiti d'età, controlli parentali e obblighi di 'safety-by-design' per proteggere i minori online.

A cura di Redazione Redazione
17 settembre 2026 17:34
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Ue adotta l’EU KIDS Act: social vietati ai minori di 13 anni, account personali da 15 anni -
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La Commissione europea ha adottato l'EU KIDS Act, una proposta legislativa che stabilisce il divieto di accesso ai social media per i minori di 13 anni e fissa l'età minima per l'apertura di un account personale a 15 anni a livello UE. L'iniziativa inverte l'onere della prova: saranno i fornitori di servizi a dover dimostrare che le loro piattaforme sono sicure «by design».

"Oggi i nostri figli interagiscono con le tecnologie più sofisticate mai create. Tecnologie che non sono state concepite pensando al loro benessere", ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, sottolineando il ruolo rafforzato dei genitori nel nuovo quadro normativo.

Cosa prevede

La proposta organizza le misure su più livelli d'età e introduce obblighi tecnici e procedurali per i servizi online. Le novità principali riguardano il differimento dell'accesso, la safety-by-design, la verifica dell'età e le procedure di applicazione delle norme.

Differimento dell'accesso: l'EU KIDS Act consente la creazione di account autonomi sui social media solo a partire dai 15 anni. Per i ragazzi tra i 13 e i 15 anni sono previsti mini-account gestiti dal tutore, con limitazioni dei contatti sociali e del tempo di utilizzo (massimo un'ora al giorno). I bambini tra 3 e 13 anni non potranno accedere ai social, ma potranno usare servizi di condivisione video progettati ad hoc tramite account gestiti dal tutore.

Safety-by-design: tutti i servizi rivolti a utenti sotto i 18 anni devono eliminare funzionalità che creano dipendenza. Sono vietati feed di raccomandazione basati su profilazione, lo scorrimento infinito senza pause, meccanismi di ricompensa ingannevoli, notifiche push notturne e contatti non richiesti da estranei. I chatbot e compagni basati su IA devono essere disattivati per impostazione predefinita e non possono simulare relazioni interpersonali per creare un attaccamento emotivo.

Protezione della privacy e strumenti per i minori: i profili dei minori saranno privati per impostazione predefinita, con geolocalizzazione e accesso a fotocamera e microfono disattivati. Le piattaforme devono offrire strumenti semplici per bloccare e silenziare utenti, gestione efficace del tempo e sistemi di raccomandazione che i minori possano controllare e ripristinare.

Verifica dell'età: fornitori e app store saranno obbligati a utilizzare strumenti di verifica dell'età compatibili con la privacy. Come esempio, la proposta cita l'app dell'UE per la verifica dell'età, che non conserva documenti d'identità né dati biometrici. Per gli account esistenti i fornitori dovranno stimare l'età tramite indicatori ragionevoli, come la data di creazione dell'account o dati della carta di credito.

Applicazione e responsabilità: l'atto inverte l'onere della prova per le piattaforme di grandi dimensioni, che dovranno presentare un piano di conformità alla Commissione e a un revisore indipendente. La Commissione può richiedere misure correttive se il piano risulta carente. Il meccanismo di applicazione si basa sulle strutture del Digital Services Act e dell'Artificial Intelligence Act, con procedure accelerate che prevedono la conclusione delle indagini entro 90 giorni in caso di mancata conformità.

Implicazioni pratiche: la proposta coinvolge direttamente gli Stati membri nella creazione dell'ecosistema di verifica dell'età e impone alle grandi piattaforme di rivedere progettazione e servizi rivolti ai giovani. La misura segna un cambio di passo nella regolamentazione digitale europea, puntando a combinare tutela legale, strumenti tecnici e responsabilità aziendale per ridurre i rischi online per i minori.

La Commissione presenta l'EU KIDS Act come un intervento mirato a restituire ai genitori gli strumenti per accompagnare i figli nel mondo digitale e a costringere il settore tecnologico a mettere il benessere dei minori al centro della progettazione dei servizi.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 17 settembre 2026

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