Valditara annuncia decreto-legge: tetto del 30% per studenti con scarsa conoscenza dell'italiano
Il ministro presenta da New York un decreto urgente per i nuovi arrivi: tetto linguistico del 30% e divieto di burqa e niqab a scuola.
Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato che il governo varerà un decreto-legge per introdurre un tetto del 30% agli studenti che non conoscono adeguatamente l'italiano, misura che entrerà in vigore subito e riguarderà i nuovi arrivi a partire da quest'anno. Valditara ha precisato che le classi esistenti non verranno disarticolate e che il provvedimento mira a essere operativo immediatamente.
Secondo il ministro, l'obiettivo è evitare la creazione di scuole ghetto e fenomeni di segregazione che ha richiamato con l'immagine delle condizioni "Alabama anni Cinquanta" e del cosiddetto white flight, cioè l'abbandono delle scuole ad alta concentrazione di alunni stranieri da parte delle famiglie autoctone.
Sul criterio di selezione Valditara ha puntualizzato che il limite non si basa sulla cittadinanza ma è puramente linguistico: il conteggio riguarderà gli studenti che non possiedono una conoscenza adeguata della lingua italiana, e non la semplice provenienza anagrafica.
Il decreto includerà anche il divieto di burqa e niqab tra i banchi, una misura che il ministro ha definito una "battaglia di civiltà" volta a contrastare il patriarcato e forme di isolamento della donna nella comunità scolastica.
La presentazione del provvedimento è avvenuta in un evento promosso dalla Lega per l'integrazione scolastica, a cui ha partecipato anche il vicepremier Matteo Salvini; la proposta segue l'annuncio fatto dalla premier Giorgia Meloni nell'ambito dell'evento Fenix organizzato da Gioventù Nazionale.
Valditara è intervenuto inoltre sulle polemiche nate dalle dichiarazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del cardinale Matteo Zuppi, sostenendo che le loro parole siano state strumentalizzate e ribadendo che il capo dello Stato aveva parlato di integrazione e contrasto alle classi con forti concentrazioni di studenti in difficoltà.
Rispondendo alle critiche delle opposizioni, il ministro ha commentato: "Noi non inseguiamo Vannacci, è lui che insegue noi", riferendosi all'accusa secondo cui il provvedimento rispecchierebbe iniziative politiche esterne al ministero.
Sul piano operativo, Valditara ha sottolineato che la scelta del decreto-legge è dettata dall'urgenza per rendere immediatamente vigente la norma; resta da definire il testo normativo completo e le modalità di applicazione, che potranno suscitare questioni giuridiche e ricorsi sia sul piano amministrativo che costituzionale.
La notizia, diffusa dall'Agenzia Dire, apre il dibattito su come bilanciare le politiche di integrazione scolastica, il diritto all'istruzione e le garanzie legali per studenti e famiglie, mentre il provvedimento si prepara a percorrere l'iter politico e amministrativo previsto per i decreti-legge.
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Verificato il: 23 settembre 2026